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20 Luglio 2019

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Dr.ssa Afrodita Alexe

Come già appreso, all’interno del nostro organismo il magnesio si trova al 99% immagazzinato nelle ossa, muscoli e tessuti molli; solo l’1% nei liquidi extracellulari, ovvero nel siero e nei globuli rossi. Il magnesio sierico può essere suddiviso (come il calcio) in 3 frazioni: ionizzato/libero (55-70%), legato alle proteine plasmatiche (20-30%), e sotto forma di Sali inorganici ed organici (fosfato, bicarbonato, solfato, citrato); tra le 3 frazioni plasmatiche, quella con maggiore attività biologica è quella ionizzata.

Gli scambi intra ed extracellulari del magnesio

Il magnesio contenuto nelle ossa non è facilmente e prontamente biodisponibile in caso di deficit organico (comunque in caso di deficit di magnesio sierico, l’osso funziona come sistema tampone, mettendone a disposizione un terzo del suo contenuto come riserva per il mantenimento dei livelli extracellulari fisiologici di magnesio).

Gli interscambi del magnesio sono strettamente correlate alla richiesta energetica dell’organismo: è fondamentale per la formazione e l’attivazione di oltre 300 complessi enzimatici, incluse le reazioni dell’ATP-molecola richiesta in tutti i processi metabolici (uso del glucosio; sintesi dei lipidi, proteine, acidi nucleici e coenzimi; la contrazione muscolare ecc) e quindi sequenze fisiologiche come l’attività muscolare, la funzione (sinapsi) neuronale, il rilascio dei neurotrasmettitori, il tono vascolare, il ritmo cardiaco, l’attivazione piastrinica sono direttamente dipendenti dal circolo del magnesio.

C’è una considerevole variabilità nei processi di rilascio del magnesio dai vari organi e tessuti nel liquido extracellulare: il cuore, il rene, il tessuto adiposo, quello neuronale, il muscolo scheletrico, il linfocita hanno tutti diverse rate di rilascio del magnesio (ad esempio, il range di scambio di magnesio del cuore è totale non prima di 4h). Il magnesio non è prontamente disponibile ed è soggetto a rilascio lento e medio-lento perché disciolto in acqua forma macrostrutture come idrato, dal quale si libera lentamente; ciò è importante per i meccanismi di passaggio nei canali stretti di membrana cellulare, che consentono il passaggio solo a molecole di una certa dimensione (le dimensioni delle molecole richiedenti passaggio intra ed extracellulare rappresentano uno dei marker di innesco dell’apertura di questi canali). I trasportatori di magnesio sono i più grandi di tutti gli altri cationi: sono tarati specificamente per riconoscerne le dimensioni e deidratarlo per renderlo facilmente trasportabile all’interno di questi canali.

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Il magnesio ed il calcio

La ricerca scientifica ha dimostrato che esiste una correlazione diretta tra il calcio ed il magnesio: tutti e due competono per gli stessi siti di fissaggio sulla superficie delle proteine plasmatiche. Il magnesio è considerato il calcio-antagonista naturale: inibisce il rilascio nel circolo sanguigno di neurotrasmettitori (acetilcolina), processo calcio-mediato; inibisce l’effetto apoptosi-inducente del calcio a livello mitocondriale, ritardandone od annullandone l’esecuzione biochimica (il rilascio massiccio e/o l’accumulo extra di ione calcio intra ed extracellulare funziona come ‘’death-trigger’’, innescando il processo di apoptosi-morte guidata-delle cellule). Un deficit di magnesio può condurre ad una maggiore rata di transfer di calcio all’interno delle cellule, con effetti clinici in diversi distretti organici: ad esempio, a livello delle cellule muscolari lisce dei vasi sanguigni, l’incremento del tono arteriolare e spasmo coronarico (effetto diretto ipertensivo). Mediante il blocco selettivo dell’influsso intracellulare del calcio e della competizione attiva per i siti delle proteine plasmatiche, il magnesio funge da antagonista naturale del calcio con effetti di riduzione della resistenza vascolare periferica e cerebrale e quindi riduzione della pressione arteriosa. Difatti, le attuali linee-guida raccomandano l’integrazione di magnesio, a dosi e tempi stabiliti dallo specialista, in ipertensione arteriosa, come prevenzione e trattamento complementare delle malattie cardio-cerebro-vascolari, nel diabete mellito tipo II, ed anche per la prevenzione dell’eclampsia nelle donne pre-eclamptiche*.

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*fonte: art. Magnesium Basics, W. Jahnen-Dechent, PMID 26069819, ed a., PubMed, NCBI