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Drssa Afrodita Alexe

Cosa sono le interazioni tra farmaci?

Per definizione, le interazioni tra farmaci sono eventi verificati durante e/o dopo la somministrazione concomitante di 2 o più farmaci e si riferiscono alle modifiche degli effetti farmacologici degli stessi, in termini di aumento - o diminuzione fino all’annullamento - dell’effetto benefico, e/o comparsa di effetti nocivi/tossici ed indesiderati anche gravi.

 

Quando si verificano le interazioni tra farmaci?

Contestualmente alla somministrazione di due o più farmaci insieme (nello stesso momento della giornata; a poche ore di distanza; nell'arco delle 24H; per certe classi di sostanze anche in un arco temporale più lungo) hanno luogo delle interazioni tra i farmaci stessi oppure tra loro metaboliti (molecole attive od inattive farmacologicamente, risultate in seguito alla trasformazione dei farmaci nel nostro corpo): queste reazioni possono essere

-- di minimo rilievo, senza particolari modifiche nell'effetto farmacologico e senza conseguenze per l'organismo

-- l'alterazione dell'effetto farmacologico dei farmaci assunti: in aumento ( dupplicazione) o in deficit (antagonismo), e di solito con comparsa di eventi avversi di varia entità

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Interazioni tra farmaci: come e perchè accadono?

Perché è importante conoscere le interazioni tra farmaci?

Conoscere tutti i dettagli sui farmaci in terapia riguardo la sequenza, la durata e le modalità della loro assunzione nonchè le eventuali controindicazioni o precauzioni nell'associazione tra loro, diventa fondamentale per 2 motivi principali:

-- ridurre al minimo il rischio di fallimento della terapia: di particolare rilevanza clinica risulta essere la perdita di efficacia della terapia; secondo i dati di letteratura la percentuale di pazienti che sono andati incontro a fallimenti terapeutici da interazione varia fra l’8,9% e l’11,6% ; i farmaci frequentemente coinvolti in questo tipo di interazioni sono benzodiazepine + antidepressivi o antipertensivi + antinfiammatori non steroidei (FANS).

-- ridurre al minimo il rischio di insorgenza di reazioni avverse ed effetti indesiderati (anche gravi): ovvero rendere l'utilizzo del farmaco più sicuro possibile

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Interazioni tra farmaci: perchè è importante conoscerle?

 

 

Cosa significa ‘’sicurezza della cura’’? il decalogo delle linee-guida nell’utilizzo sicuro del farmaco

L’espressione ‘’sicurezza della cura’’ si riferisce ai termini e modalità con le quali si garantisce l’appropriatezza della somministrazione ed utilizzo dei farmaci e dispositivi medico-sanitari prescritti in terapia farmacologica, con la finalità di ottimizzarne i risultati in definizione: guarigione e ripristino dello stato di salute e benessere psico-fisico; prevenzione delle ricadute/recidive della malattia; prevenzione della comparsa di alterazioni fisio-patologiche come conseguenze degli errori perpetrati in associazione farmacologica.

Per rendere sicura la terapia farmacologica bisogna assicurare l’effettivo contributo di tutte le persone coinvolte: dagli operatori socio-sanitari (medico, infermiere, farmacista, caregiver) alla persona assistita, per garantire il corretto e continuo flusso di informazioni necessarie in ordine di prevenire i rischi e assicurare l’esito positivo della cura.

Al primo posto nel decalogo delle regole e buone pratiche per l'utilizzo sicuro del farmaco vi è sicuramente l'indicazione di rispettare le indicazioni fornite dal medico riguardo ai farmaci e loro modalità e tempi di assunzione: giusto farmaco, giusta dose, giusto momento della somministrazione e per il giusto periodo di tempo. 

Strettamente correlata, la seconda regola: chiedere informazioni dettagliate e a sua volta informare il medico prescrittore circa i farmaci in prescrizione (benefici, effetti collaterali e reazioni avverse, interazioni con altri farmaci) ma anche i prodotti omeopatici, fitoterapici, integratori alimentari, in quanto possono interferire con l’effetto dei farmaci prescritti.

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Sicurezza delle cure e della persona assistita: linee-guida e strumenti

 

Quali sono i farmaci maggiormente prescritti? le statistiche

Stando alle statistiche OSMED e ISS (Istituto Superiore della Sanità), nel periodo tra 2019 e 2022 (e presumibilmente in crescita nell'appena passato 2023) i farmaci più prescritti in assoluto per la fascia di popolazione sopra i 65 anni sono stati i medicinali attivi sul sistema cardio-circolatorio: antipertensivi, antiaritmici,  antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti orali, diuretici, statine. 

Nei bambini, i farmaci più prescritti sono stati gli antimicrobici orali (antibiotici di cui in assoluto la amoxicillina e derivati) e in forte aumento quelli per l'apparato respiratorio (cortisonici, broncodilatatori, mucolitici/fluidificanti, sia per uso orale che in aerosolterapia): l'aumento nell'utilizzo ha interessato tutte le fasce d'età pediatrica, con particolare riguardo quella dai 6 agli 11 anni.

Un forte incremento è stato (e lo è tuttora) registrato per i farmaci gastroprotettori con particolare ceno per i farmaci della classe degli inibitori di pompa (pantoprazolo e similari); gli antidepressivi; gli antidiabetici; i farmaci usati nella cura dell'asma e BPCO; gli antineoplastici.

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Rapporto nazionale sull'uso dei farmaci in Italia EpiCentro.ISS.it

Rapporto OSMED - AIFA.gov

 

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