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02 Maggio 2023

drssa Afrodita Alexe

L’esposizione solare e abbronzatura: perché si colora la pelle esposta al sole?

E’ universalmente conosciuto l’effetto dell’esposizione solare sulla nostra pelle: sotto l’effetto dei raggi solari la pelle cambia colore e diventa più scura – fenomeno conosciuto come abbronzatura, di diverse tonalità dettate da diversi fattori di cui in primis le caratteristiche individuali, raggruppate in una classificazione che prende nome di fototipo.

Il colore della pelle (insieme a quello degli occhi e dei capelli) è dettato dalla presenza di melanina: nome che riunisce un gruppo di sostanze - pigmenti di colore marrone scuro, grigio e nero -  con la capacità di assorbire e convertire l’energia delle radiazioni UV in calore, riducendone gli effetti nocivi in tutto il nostro corpo.

La melanina si forma all’interno di cellule dette melanociti (posti negli strati più profondi della pelle, nell’iride, nel follicolo pilifero..) in composti chiamati melanosomi: questi organuli sono deputati alla produzione, immagazzinamento  e – una volta maturi – al trasporto della melanina, dai melanociti ai cheratinociti (cellule abbondanti nello strato superficiale cutaneo e nei capelli) attuando così uno dei meccanismi di protezione più efficace del nostro corpo contro i danni provocati dall’esposizione solare.

L’abbronzatura rappresenta quindi la conseguenza di uno dei meccanismi di difesa messi in atto dalla nostra pelle per proteggersi dai danni provocati dall’esposizione ai raggi solari: l’attivazione dei melanociti a produrre melanina avviene con l’esposizione diretta al sole, è dettata geneticamente ed è mediata dal SNC.

In base al numero, forma e dimensioni dei melanosomi nonché alla capacità dell’organismo di attivare il pathway della melanina, si avrà una reattività della pelle di gradi diversi, tradotta per diversi gradi di pigmentazione cutanea e/o presenza di effetti collaterali all’esposizione solare (comparsa di macchie/nevi/lentiggini, secchezza e ruvidezza cutanea, arrossamenti e iper-sensibilizzazione, eritemi e ustioni ecc).

La totalità delle caratteristiche cutanee - espresse per quantità e qualità della melanina, spessore e integrità della pelle insieme alla reattività ai raggi solari - prende il nome di fototipo. 

La variabilità nella capacità del corpo umano di attivazione dei meccanismi melanoformatori ha portato alla classificazione dei fototipi: la più conosciuta e usata in dermatologia è stata messa a punto dal dermatologo statunitense T.Fitzpatrick, che ne individua 6 in base alla carnagione, al colore degli occhi, della chioma ed alla reattività ai raggi solari.

Fototipo 1 · pelle molto chiara ed estremamente sensibile, presenza di lentiggini, occhi verdi o azzurri, capelli biondi o rossi; la capacità di abbronzarsi è bassissima quasi nulla, il rischio di eritemi ed ustioni è altissimo anche per esposizione al sole di breve durata

Fototipo 2 · pelle chiara e sensibile, possibile presenza di lentiggini, occhi chiari e capelli biondi; la capacità di abbronzarsi è minima con rischio di scottature molto alto

Fototipo 3 · pelle mediamente chiara, occhi chiari o scuri, capelli castani; la capacità di abbronzarsi è bassa e le scottature sono abbastanza frequenti

Fototipo 4 · pelle abbastanza scura e non particolarmente sensibile, occhi scuri e capelli castani o neri; buona capacità di abbronzarsi, con basso rischio di scottature ed eritemi

Fototipo 5 · pelle scura e poco sensibile, occhi scuri e capelli neri; la capacità di abbronzarsi è molto buona e le scottature sono rare

Fototipo 6· pelle nera e poco sensibile, occhi scuri e capelli neri; con il più basso rischio, quasi nullo, di scottature

Nell’ottica della prevenzione, sapere il proprio fototipo è particolarmente importante per poter ridurre al minimo i rischi collegati all’esposizione solare e goderne dei benefici nella massima sicurezza: i potenziali danni indotti dai raggi solari si quantificano non solo nell’immediato (disidratazione intensa ed eritemi, scottature, ustioni…) ma anche e soprattutto a lungo termine (invecchiamento cellulare precoce, iper-sensibilizzazione cutanea, comparsa di discromie più o meno estese e nei, sviluppo di lesioni precancerose e tumorali).

Come evitare i danni dall’esposizione solare: regole e comportamenti preventivi

L’esposizione al sole perdura per tutto l’anno e non solo nei mesi estivi o durante le vacanze: l’entità degli effetti indotti dal sole varia per zona geografica, clima e periodo temporale, superficie corporea esposta e tempo di esposizione, caratteristiche individuali. Conoscere il proprio fototipo e le peculiarità individuali è il primo passo per proteggersi attivamente ed efficacemente contro i possibili danni indotti dai raggi solari.

» Leggi anche: Esposizione al sole: benefici rischi ed effetti nocivi

 

Tra le buone norme di comportamento vi è sicuramente l’utilizzo di un prodotto solare con SPF adatto alle proprie esigenze: scelto in base alle caratteristiche della pelle ed al grado effettivo di esposizione, da usare in modo appropriato in termini di costanza e correttezza nell’applicazione. In farmacia si può trovare un ampio ventaglio di prodotti solari in svariate formulazioni come spray secco, lozioni, emulsioni, creme, balsami ed olii per il viso e per il corpo, apportanti SPF 50+, 30+, 20+, insieme alle formule reidratanti lenitive-rinfrescanti e ricostituenti da usare come doposole.

 

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Fonti essenziali

  • msd.manuals
  • epicentro.iss