La pressione arteriosa viene definita come la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie, ad ogni battito del cuore; l’unità di misura è il millimetro di mercurio (mmHg).
Il flusso continuo di sangue nel nostro corpo fornisce ossigeno e nutrimento in maniera costante ed è condizione sine qua non per la vita; come tutti i liquidi, anche il sangue è soggetto alle leggi fisiche che ne regolano il flusso: circola nei vasi sanguigni seguendo il gradiente di pressione, ossia il dislivello prodotto dalle forze di gravità, di contrazione muscolare e di resistenza delle pareti vascolari.
Il sangue è spinto nei vasi sanguigni in seguito ai movimenti cardiaci: di contrazione muscolare – la sistole – e di rilassamento – la diastole; il ciclo sistole/diastole significa un battito completo e la sua misurazione si riferisce al calcolo della frequenza cardiaca (i cui valori normali sono compresi tra 50 e 100 battiti al minuto).
Con la sistole il cuore spinge il sangue nelle arterie e svuota le sue camere inferiori: contraendosi, il ventricolo sinistro si svuota e imprime al flusso sanguigno la spinta maggiore, detta pressione massima o sistolica, i cui valori normali in un adulto sano sono di circa 120mmHg.
Dopo la fase di contrazione il muscolo cardiaco si rilassa: il sangue segue la spinta iniziale e circola in tutto il sistema dei vasi sanguigni; tornando verso il cuore, nel passaggio da vasi arteriosi a quelli venosi e a livello periferico (arteriole/capillari) incontra forze di resistenza vascolare, dettate dalla viscosità del sangue stesso, dalla riduzione del diametro dei vasi e dall’attrito tra il sangue e le pareti dei vasi al passaggio.
La fase di ritorno del sangue verso il cuore coincide quindi con il rilassamento del muscolo cardiaco e il riempimento delle camere superiori, gli atri: quando il sangue arriva nell’atrio destro si ha la pressione minima o diastolica, i cui valori normali in un adulto sano sono di circa 80mmHg.
L’andamento della pressione arteriosa segue il ritmo circadiano: è più alta la mattina, scende durante il primo pomeriggio, risale in pomeriggio tardi verso la sera, per arrivare ai valori minimi durante la notte e poi risalire di nuovo verso le prime ore del mattino.
Inoltre la pressione arteriosa è variabile con fattori esterni ed interni:
Gli stadi e gradi della pressione arteriosa sono suddivisi in base ai valori ottenuti con le misurazioni in condizioni standard in ambulatorio medico e conseguente monitoraggio domiciliare.
In un adulto sano i valori normali della pressione arteriosa sono
Le variazioni pressorie sono presenti sia nelle persone normotese sia in quelle ipertese; la differenza consiste nella variabilità incontrollata nell’iperteso.
I valori più alti della pressione arteriosa
I valori alti sono ritenuti di importante rilevanza clinica e si integrano nell’approccio al paziente iperteso in una visione più completa, con la considerazione globale del rischio cardiovascolare e le caratteristiche individuali – età, genere, fragilità, patologie compresenti.
Le nuove Linee guida ESC-ESH 2024 e successivi aggiornamenti apportano la classificazione pressoria in tre categorie principali, valide per adulti dai 16 anni in poi:
In precedenza, le Linee-Guida ESC-ESH 2018 riportavano la classificazione ‘’a scalinata’’ della pressione arteriosa e dell’ipertensione:
Mentre tutti i valori più alti della pressione arteriosa – tradotti per ipertensione – rappresentano un fattore di rischio maggiore per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e correlate, i valori più bassi non sono ritenuti un rischio per la salute: infatti, le persone ipotese beneficiano di condizioni di salute migliori e minor rischio d’insorgenza delle malattie rispetto a quelle ipertese.
Valori più bassi di pressione arteriosa
Questi valori sono fisiologici e normali:
L’ipotensione può essere una condizione passeggera:
Un cenno particolare va dato allo stato di ipotensione posturale (ortostatica), una condizione caratterizzata dall’abbassamento brusco e inavvertito dei valori pressori al cambio repentino della posizione del corpo, da supino (disteso-clinostatismo) a eretto (in piedi-ortostatismo): il calo improvviso della pressione sanguigna (la sistolica perde più di 20mmHg sistolica; la diastolica perde più di 10mmHg; o entrambe) provoca vertigini, svenimenti, vista offuscata, acufeni ed è comune negli anziani e con la disidratazione.
La misurazione della pressione arteriosa fa parte di tutti i protocolli di prevenzione e cura delle malattie cardio-cerebro-vascolari, delle malattie renali croniche, delle malattie sistemiche–diabete, sindrome metabolica, patologie dell’apparato respiratorio, patologie autoimmuni; nell’ambito della prevenzione, rappresenta un parametro da valutare per il calcolo del Rischio Cardiovascolare, come prevedono le linee-guida ESH/ESC che forniscono le indicazioni sui valori di riferimento, sulle tecniche da attuare e sugli strumenti da utilizzare perché i dati raccolti possano essere considerati totalmente affidabili.
La misurazione della pressione arteriosa fa parte del protocollo strumentale per la valutazione diagnostica dell’ipertensione arteriosa: la diagnosi iniziale si basa sulla visita medica completa per determinare i fattori concausanti (ereditarietà, patologie secondarie), esami di laboratorio ed esami strumentali.
Lo strumento di base per la valutazione a lungo termine del trattamento farmacologico e non farmacologico dell’ipertensione e malattie correlate è la misurazione della pressione arteriosa; oltre a questo, gli esami strumentali di fondo sono EEG, EKG e ultrasonografia delle arterie carotidi e femorali, insieme ad altri esami più approfonditi che lo specialista indicherà per ogni caso clinico.
Per la misurazione della pressione arteriosa, seguire le indicazioni della procedura certificata dalle linee guida significa ridurre al minimo il rischio di errori nelle analisi, dovute al fattore umano e a quello strumentale; è fondamentale per la diagnosi in prima base, per l’impostazione della terapia farmacologica, per il follow-up clinico e domiciliare, per migliorare l’aderenza del paziente alla terapia stabilita.
Generalmente gli errori di lettura nella misurazione sono dovuti alla postura del paziente, al grado di esperienza dell’operatore, al tipo di strumento e alla tecnica utilizzati.
Se la diagnosi primaria di ipertensione arteriosa avviene in seguito a una prima valutazione in studio medico, la misurazione domiciliare invece è di grande aiuto per monitorare i parametri pressori nel tempo e controllare l’andamento della terapia.
Un buon controllo dei valori pressori comporta necessariamente l’estensione della misurazione della pressione sanguigna al di fuori dell’ambulatorio medico: lo sviluppo tecnologico negli ultimi anni ha reso possibile per i pazienti di fare le misurazioni comodamente a casa propria, migliorando così il rapporto collaborativo medico-paziente e l’aderenza alla terapia farmacologica.
Le condizioni ottimali per la misurazione domiciliare della pressione arteriosa sono assunte in queste linee-guida:
La media delle misurazioni giornaliere e settimanali consentirà di valutare il profilo circadiano della pressione sanguigna e la variabilità pressoria a lungo termine.
La misurazione domiciliare della pressione arteriosa in sequenza temporale porta il nome di HBPM – Home Blood Pressure Monitoring –
I vantaggi dell’automisurazione domiciliare della pressione arteriosa sono molteplici, in primo luogo l’eliminazione del cosiddetto ‘’effetto camice bianco’’, il falso innalzamento pressorio in cui ci si imbatte nello studio medico, per ansia o paura della visita medica stessa.
Per la misurazione domiciliare, le linee guida raccomandano l’utilizzo dei misuratori di pressione automatici a bracciale, certificati per autoanalisi: gli sfigmomanometri moderni sono apparecchi affidabili, veloci, facili da usare, con costi contenuti e permettono l’integrazione nei servizi di telemedicina (memorizzazione e trasmissione dei dati in tempo reale), facilitando l’interpretazione dei risultati per decisioni diagnostiche e terapeutiche.
Il famoso effetto ‘’camice bianco ’’, ovvero l’innalzamento dei valori pressori misurati durante una visita medica, il più delle volte imputabili a stress o stato d’ansia del paziente, è stato uno dei primi fattori a spingere il progresso tecnologico nella direzione dello sviluppo di apparecchi elettromedicali per uso domestico, insieme al bisogno di monitorare costantemente la pressione arteriosa per controllare i picchi nel corso di una terapia farmacologica in atto.
La variabilità incontrollata dei valori pressori nella persona ipertesa rende necessario il monitoraggio dei valori pressori anche al di fuori dello studio medico: il paziente dovrà effettuare le misurazioni giornalmente, in maniera costante ed accurata, e riferirle al medico curante.
In alcuni casi però potrebbe non essere sufficiente la media giornaliera e il medico potrà decidere di eseguire un monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 h – Ambulatory Blood Pressure Monitoring, ABPM, più conciso Holter pressorio.
Il Holter pressorio rappresenta un test non invasivo che consente di monitorare nell’arco delle 24h le variazioni della pressione arteriosa, tramite un apparecchio misuratore collegato ad un bracciale, che il paziente dovrà indossare senza interruzioni per 24 ore di seguito.
L’ipertensione arteriosa è definita come lo stato di aumento pressoché costante della pressione sanguigna nelle arterie: più precisamente, si definisce ipertensione arteriosa la condizione di aumento protratto, a riposo, della pressione sistolica (uguale o più di 140mmHg), della pressione diastolica (uguale o più di 90 mmHg), o di entrambe.
Lo stato di ipertensione arteriosa si definisce tale quando la pressione sistolica è costantemente più alta di 140 mmHg e la pressione diastolica è costantemente più alta di 90 mmHg.
L’ipertensione arteriosa senza causa clinica nota è chiamata ipertensione arteriosa primaria, o essenziale: è il disturbo più diffuso (l’85% dei casi in tutto il mondo) e generalmente non dà sintomi o segni, a meno che non sia di vecchia data o quando ha già impresso dànno negli organi bersaglio (cuore, reni, cervello).
Battezzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il ‘’killer silenzioso’’, di solito l’ipertensione arteriosa è diagnosticata durante esami e controlli di routine in studio medico, partendo dalla misurazione della pressione arteriosa e poi approfondendo con analisi del sangue specifici, esame delle urine, indagini per immagine cardiaca (elettrocardiogramma, ecocardiografia ecc).
L’ipertensione arteriosa secondaria è dovuta a condizioni patologiche preesistenti: iperaldosteronismo primitivo, malattie renali e polmonari gravi, apnea ostruttiva del sonno (OSAs), alcune malattie congenite, patologie endocrine.
L’ipertensione arteriosa: le statistiche
Secondo l’ultimo rapporto AIFA OsMed* (dati 2024; pubblicato ottobre-novembre 2025), l’ipertensione arteriosa continua ad essere il fattore di rischio numero 1 per l’incidenza di malattie cardio-cerebro-vascolari. Qui alcune statistiche:
Un ultimo dato riguarda i casi di ipertensione arteriosa incontrollabile, ovvero la condizione di ipertensione non rispondente alle terapie farmacologiche attuate; se ne stima circa il 10% della totalità dei casi. Anche questo è un dato rispecchiato nelle raccomandazioni ESC-ESH, tra le quali un ruolo fondamentale è giocato dal controllo dello stile di vita e dell’alimentazione, alla base della terapia attuata per ogni quadro clinico presentato.
L’approccio alla terapia dell’ipertensione arteriosa è focalizzato sulla tollerabilità individuale: il trattamento antipertensivo ha come obiettivo principale l’abbassamento dei valori pressori sistolici fino a 120-129 mmHg ma allo stesso tempo:
Ancora di più, nelle persone sopra 85 anni o affette da polipatologie complesse, l’obiettivo è orientato verso valori pressori ragionevolmente ottenibili e sostenibili, tenendo conto della tolleranza alla cura e del beneficio clinico complessivo.
La farmacia Pelizzo a Udine si conferma farmacia dei servizi per i cittadini: aperta 7 giorni su 7 con orario continuato, la nostra farmacia pone a disposizione degli utenti i servizi di Telecardiologia (elettrocardiogramma e Holter), la misurazione della pressione arteriosa e dei parametri vitali (SpO2, girovita, glicemia), le analisi del sangue di prima istanza, la bioimpedenziometria e tanto altro: per conoscere tutti i servizi della farmacia non esitate a contattarci direttamente.
Come misuratori di pressione arteriosa a Udine, nel reparto Elettromedicale la farmacia Pelizzo propone gli sfigmomanometri MICROLIFE, uno dei leader principali a livello globale per la tecnologia innovativa e per la ricerca scientifica d’avanguardia: Microlife AFIB è uno dei dispositivi più consigliato dagli specialisti per la misurazione domiciliare della pressione arteriosa.
A cura della Dr.ssa Afrodita Alexe
Fonti essenziali