LA PRESSIONE ARTERIOSA

INDICE

COS’È LA PRESSIONE ARTERIOSA?

La pressione arteriosa viene definita come la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie, ad ogni battito del cuore; l’unità di misura è il millimetro di mercurio (mmHg).

Il flusso continuo di sangue nel nostro corpo fornisce ossigeno e nutrimento in maniera costante ed è condizione sine qua non per la vita; come tutti i liquidi, anche il sangue è soggetto alle leggi fisiche che ne regolano il flusso: circola nei vasi sanguigni seguendo il gradiente di pressione, ossia il dislivello prodotto dalle forze di gravità, di contrazione muscolare e di resistenza delle pareti vascolari.

Il sangue è spinto nei vasi sanguigni in seguito ai movimenti cardiaci: di contrazione muscolare – la sistole – e di rilassamento – la diastole; il ciclo sistole/diastole significa un battito completo e la sua misurazione si riferisce al calcolo della frequenza cardiaca (i cui valori normali sono compresi tra 50 e 100 battiti al minuto). 

Con la sistole il cuore spinge il sangue nelle arterie e svuota le sue camere inferiori: contraendosi, il ventricolo sinistro si svuota e imprime al flusso sanguigno la spinta maggiore, detta pressione massima o sistolica, i cui valori normali in un adulto sano sono di circa 120mmHg.

Dopo la fase di contrazione il muscolo cardiaco si rilassa: il sangue segue la spinta iniziale e circola in tutto il sistema dei vasi sanguigni; tornando verso il cuore, nel passaggio da vasi arteriosi a quelli venosi e a livello periferico (arteriole/capillari) incontra forze di resistenza vascolare, dettate dalla viscosità del sangue stesso, dalla riduzione del diametro dei vasi e dall’attrito tra il sangue e le pareti dei vasi al passaggio.

La fase di ritorno del sangue verso il cuore coincide quindi con il rilassamento del muscolo cardiaco e il riempimento delle camere superiori, gli atri: quando il sangue arriva nell’atrio destro si ha la pressione minima o diastolica, i cui valori normali in un adulto sano sono di circa 80mmHg.

L’andamento della pressione arteriosa segue il ritmo circadiano: è più alta la mattina, scende durante il primo pomeriggio, risale in pomeriggio tardi verso la sera, per arrivare ai valori minimi durante la notte e poi risalire di nuovo verso le prime ore del mattino.

 

Inoltre la pressione arteriosa è variabile con fattori esterni ed interni: 

  • è più alta quando esposti al freddo, durante sforzi fisici ed intellettivi maggiori, con emozioni forti; 
  • aumenta con l’avanzare dell’età; 
  • subisce oscillazioni in base allo stile di vita ed abitudini alimentari;
  • il fattore ereditario ne imprime il rischio di sviluppo delle patologie a carico dell’apparato cardio-vascolare.

I VALORI NORMALI, ALTI E BASSI DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

Gli stadi e gradi della pressione arteriosa sono suddivisi in base ai valori ottenuti con le misurazioni in condizioni standard in ambulatorio medico e conseguente monitoraggio domiciliare.

In un adulto sano i valori normali della pressione arteriosa sono 

  • Pressione sistolica 120-130 mmHg
  • Pressione diastolica 70-80 mmHg
  • Frequenza cardiaca media 70 bpm 
  •  

Le variazioni pressorie sono presenti sia nelle persone normotese sia in quelle ipertese; la differenza consiste nella variabilità incontrollata nell’iperteso. 

  • Nelle persone normotese esiste una fisiologica variazione della pressione arteriosa che segue il ritmo circadiano (la pressione arteriosa si abbassa durante la notte per poi cominciare a risalire verso le 4 del mattino con un picco alto al risveglio); altre variazioni passeggere, limitate nel range dei valori di riferimento, si verificano in base ai fattori comportamentali (stress, ansia, fumo, esercizio fisico) e sono considerati fisiologici. 
  • Nelle persone ipertese la variazione circadiana della pressione arteriosa può conoscere un picco molto alto al risveglio; gli sbalzi pressori possono essere scatenati dai fattori comportamentali ma sussiste un aumento pressorio organico non controllabile dai meccanismi di difesa dell’organismo.

I valori più alti della pressione arteriosa

I valori alti sono ritenuti di importante rilevanza clinica e si integrano nell’approccio al paziente iperteso in una visione più completa, con la considerazione globale del rischio cardiovascolare e le caratteristiche individuali – età, genere, fragilità, patologie compresenti.

Le nuove Linee guida ESC-ESH 2024 e successivi aggiornamenti apportano la classificazione pressoria in tre categorie principali, valide per adulti dai 16 anni in poi:

  • pressione arteriosa normale (ottimale, non elevata): <120/70 mmHg
  • pressione arteriosa elevata/borderline: 120-139/70-89 mmHg
  • ipertensione arteriosa (stadi I, II, III): ≥140/90 mmHg

In precedenza, le Linee-Guida ESC-ESH 2018 riportavano la classificazione ‘’a scalinata’’ della pressione arteriosa e dell’ipertensione:

  • Pressione arteriosa ottimale     120/80 mmHg
  • Pressione arteriosa normale < =130/85 mmHg
  • Pressione arteriosa normale/alta >=135-139/85-89 mmHg
  • Ipertensione grado I borderline >=140-149/90-94 mmHg
  • Ipertensione grado I lieve >= 150-159/95-99 mmHg
  • Ipertensione grado II moderata >= 160-179/100-109 mmHg
  • Ipertensione grado III grave >= 180/110 mmHg
  • Ipertensione sistolica isolata borderline = 140-149/90 mmHg
  • Ipertensione sistolica isolata >150 sist e <90 diast mmHg

 

Mentre tutti i valori più alti della pressione arteriosa – tradotti per ipertensione – rappresentano un fattore di rischio maggiore per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e correlate, i valori più bassi non sono ritenuti un rischio per la salute: infatti, le persone ipotese beneficiano di condizioni di salute migliori e minor rischio d’insorgenza delle malattie rispetto a quelle ipertese.

Valori più bassi di pressione arteriosa

Questi valori sono fisiologici e normali:

  • Nei bambini e ragazzi; negli adolescenti e giovani adulti; 
  • Negli sportivi (sport di alta performance, di resistenza, con allenamenti intensivi ecc): la pressione arteriosa a riposo è più bassa della media, rispecchiando l’efficienza del sistema cardiovascolare;
  • Generalmente, nelle donne rispetto agli uomini
  • Nelle persone magre o di costituzione esile; o con familiarità (ipotensione costituzionale)

 

L’ipotensione può essere una condizione passeggera:

  • Nelle donne in gravidanza e post-parto
  • Durante una lunga degenza a letto
  • Con la disidratazione importante (da esposizione al calore o caldo intenso; da vomito o diarrea virale; da perdita emorragica ecc)
  • Indotta dall’assunzione di certi farmaci (antidepressivi, diuretici, antipertensivi, alcuni antitumorali)

Un cenno particolare va dato allo stato di ipotensione posturale (ortostatica), una condizione caratterizzata dall’abbassamento brusco e inavvertito dei valori pressori al cambio repentino della posizione del corpo, da supino (disteso-clinostatismo) a eretto (in piedi-ortostatismo): il calo improvviso della pressione sanguigna (la sistolica perde più di 20mmHg sistolica; la diastolica perde più di 10mmHg; o entrambe) provoca vertigini, svenimenti, vista offuscata, acufeni ed è comune negli anziani e con la disidratazione.

LA MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

La misurazione della pressione arteriosa fa parte di tutti i protocolli di prevenzione e cura delle malattie cardio-cerebro-vascolari, delle malattie renali croniche, delle malattie sistemiche–diabete, sindrome metabolica, patologie dell’apparato respiratorio, patologie autoimmuni; nell’ambito della prevenzione, rappresenta un parametro da valutare per il calcolo del Rischio Cardiovascolare, come prevedono le linee-guida ESH/ESC che forniscono le indicazioni sui valori di riferimento, sulle tecniche da attuare e sugli strumenti da utilizzare perché i dati raccolti possano essere considerati totalmente affidabili. 

La misurazione della pressione arteriosa fa parte del protocollo strumentale per la valutazione diagnostica dell’ipertensione arteriosa: la diagnosi iniziale si basa sulla visita medica completa per determinare i fattori concausanti (ereditarietà, patologie secondarie), esami di laboratorio ed esami strumentali. 

Lo strumento di base per la valutazione a lungo termine del trattamento farmacologico e non farmacologico dell’ipertensione e malattie correlate è la misurazione della pressione arteriosa; oltre a questo, gli esami strumentali di fondo sono EEG, EKG e ultrasonografia delle arterie carotidi e femorali, insieme ad altri esami più approfonditi che lo specialista indicherà per ogni caso clinico. 

Per la misurazione della pressione arteriosa, seguire le indicazioni della procedura certificata dalle linee guida significa ridurre al minimo il rischio di errori nelle analisi, dovute al fattore umano e a quello strumentale; è fondamentale per la diagnosi in prima base, per l’impostazione della terapia farmacologica, per il follow-up clinico e domiciliare, per migliorare l’aderenza del paziente alla terapia stabilita. 

Generalmente gli errori di lettura nella misurazione sono dovuti alla postura del paziente, al grado di esperienza dell’operatore, al tipo di strumento e alla tecnica utilizzati. 

Se la diagnosi primaria di ipertensione arteriosa avviene in seguito a una prima valutazione in studio medico, la misurazione domiciliare invece è di grande aiuto per monitorare i parametri pressori nel tempo e controllare l’andamento della terapia. 

Un buon controllo dei valori pressori comporta necessariamente l’estensione della misurazione della pressione sanguigna al di fuori dell’ambulatorio medico: lo sviluppo tecnologico negli ultimi anni ha reso possibile per i pazienti di fare le misurazioni comodamente a casa propria, migliorando così il rapporto collaborativo medico-paziente e l’aderenza alla terapia farmacologica.

Le condizioni ottimali per la misurazione domiciliare della pressione arteriosa sono assunte in queste linee-guida:

  • fare le misurazioni giornaliere nelle stesse condizioni fisiologiche tutti i giorni (possibilmente alle stesse ore, mattino e pomeriggio/sera, prima di assumere eventuali farmaci pressori, non a stomaco vuoto, almeno 1h dopo l’attività fisica di qualsiasi tipo)

  • fare minimo 2 misurazioni al giorno, ripartite uniformemente nell’arco della giornata: di solito la pressione arteriosa in una persona normotesa è più alta la mattina e tende a diminuire verso la fine della giornata. Questa condizione si inverte in una persona ipertesa; tenendo conto anche dei farmaci in assunzione;

  • eseguire la misurazione dopo almeno 5 minuti di riposo in posizione seduta in ambiente tranquillo, in silenzio, testa appoggiata, braccio appoggiato (ad esempio su un tavolo) all’altezza del cuore, mano rilassata (no pugno stretto), gambe rilassate non incrociate, piedi appoggiati per terra;
  • eseguire almeno 2 rilevazioni a distanza di 2-5’ l’una dall’altra, annotare eventuali anomalie riscontrate, fare la media delle 2 misurazioni e registrare i dati su un diario pressorio;

  • fare attenzione al posizionamento del bracciale sull’arto durante la misurazione (2-5 cm sopra la fossa antecubitale) e alla postura del corpo che deve rimanere rilassato (no braccio teso, corpo chino in avanti o in semiclinostatismo); le dimensioni del bracciale devono essere adatte alla circonferenza del braccio della persona (nel paziente obeso è consigliato l’uso del misuratore di pressione da polso);

  • per il follow-up farmacologico: eseguire 2 misurazioni la mattina e 2 la sera nelle stesse condizioni fisiologiche per 7 giorni di seguito, fare le medie e riportare i dati all’attenzione del medico. In seguito, può essere sufficiente effettuare la misurazione 2-3 volte alla settimana attenendosi alle indicazioni di routine.

  • usare sempre lo stesso apparecchio, meglio se tarato ogni anno; alla sostituzione dell’apparecchio (per rottura o usura) si consiglia di ripetere la stessa procedura del follow-up farmacologico 

 

La media delle misurazioni giornaliere e settimanali consentirà di valutare il profilo circadiano della pressione sanguigna e la variabilità pressoria a lungo termine. 

La misurazione domiciliare della pressione arteriosa in sequenza temporale porta il nome di HBPM – Home Blood Pressure Monitoring – 

I vantaggi dell’automisurazione domiciliare della pressione arteriosa sono molteplici, in primo luogo l’eliminazione del cosiddetto ‘’effetto camice bianco’’, il falso innalzamento pressorio in cui ci si imbatte nello studio medico, per ansia o paura della visita medica stessa.

Per la misurazione domiciliare, le linee guida raccomandano l’utilizzo dei misuratori di pressione automatici a bracciale, certificati per autoanalisi: gli sfigmomanometri moderni sono apparecchi affidabili, veloci, facili da usare, con costi contenuti e permettono l’integrazione nei servizi di telemedicina (memorizzazione e trasmissione dei dati in tempo reale), facilitando l’interpretazione dei risultati per decisioni diagnostiche e terapeutiche.

IL MONITORAGGIO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA DELLE 24 H - IL HOLTER PRESSORIO, ABPM

Il famoso effetto ‘’camice bianco ’’, ovvero l’innalzamento dei valori pressori misurati durante una visita medica, il più delle volte imputabili a stress o stato d’ansia del paziente, è stato uno dei primi fattori a spingere il progresso tecnologico nella direzione dello sviluppo di apparecchi elettromedicali per uso domestico, insieme al bisogno di monitorare costantemente la pressione arteriosa per controllare i picchi nel corso di una terapia farmacologica in atto. 

La variabilità incontrollata dei valori pressori nella persona ipertesa rende necessario il monitoraggio dei valori pressori anche al di fuori dello studio medico: il paziente dovrà effettuare le misurazioni giornalmente, in maniera costante ed accurata, e riferirle al medico curante. 

In alcuni casi però potrebbe non essere sufficiente la media giornaliera e il medico potrà decidere di eseguire un monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 h – Ambulatory Blood Pressure Monitoring, ABPM, più conciso Holter pressorio.

 Il Holter pressorio rappresenta un test non invasivo che consente di monitorare nell’arco delle 24h le variazioni della pressione arteriosa, tramite un apparecchio misuratore collegato ad un bracciale, che il paziente dovrà indossare senza interruzioni per 24 ore di seguito. 

LA PRESSIONE ARTERIOSA ALTA: L’IPERTENSIONE ARTERIOSA

L’ipertensione arteriosa è definita come lo stato di aumento pressoché costante della pressione sanguigna nelle arterie: più precisamente, si definisce ipertensione arteriosa la condizione di aumento protratto, a riposo, della pressione sistolica (uguale o più di 140mmHg), della pressione diastolica (uguale o più di 90 mmHg), o di entrambe.

Lo stato di ipertensione arteriosa si definisce tale quando la pressione sistolica è costantemente più alta di 140 mmHg e la pressione diastolica è costantemente più alta di 90 mmHg.

L’ipertensione arteriosa senza causa clinica nota è chiamata ipertensione arteriosa primaria, o essenziale: è il disturbo più diffuso (l’85% dei casi in tutto il mondo) e generalmente non dà sintomi o segni, a meno che non sia di vecchia data o quando ha già impresso dànno negli organi bersaglio (cuore, reni, cervello). 

Battezzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il ‘’killer silenzioso’’, di solito l’ipertensione arteriosa è diagnosticata durante esami e controlli di routine in studio medico, partendo dalla misurazione della pressione arteriosa e poi approfondendo con analisi del sangue specifici, esame delle urine, indagini per immagine cardiaca (elettrocardiogramma, ecocardiografia ecc).

L’ipertensione arteriosa secondaria è dovuta a condizioni patologiche preesistenti: iperaldosteronismo primitivo, malattie renali e polmonari gravi, apnea ostruttiva del sonno (OSAs), alcune malattie congenite, patologie endocrine.

L’ipertensione arteriosa: le statistiche

Secondo l’ultimo rapporto AIFA OsMed* (dati 2024; pubblicato ottobre-novembre 2025), l’ipertensione arteriosa continua ad essere il fattore di rischio numero 1 per l’incidenza di malattie cardio-cerebro-vascolari. Qui alcune statistiche:

  • Circa il 30% della popolazione italiana soffre di malattia pressoria, di cui la maggior parte nella fascia d’età sopra i 65 anni; ma negli ultimi 15 anni si è osservata un’incidenza crescente nella fascia d’età giovane, tra ragazzi ed adolescenti, ad oggi più del 10% di loro risultando già essere ipertesi: numero da correlare con cattive abitudini nell’alimentazione (sovrappeso od obesità) ed al fattore ereditario (dislipidemie familiari, diabete).
  • Ai controlli di routine, più del 30% degli italiani sono risultati essere ipertesi pur non sapendo di esserlo: un dato che si rispecchia nelle raccomandazioni delle linee-guida sul monitoraggio della pressione arteriosa e sulla qualità della dieta. 
  • Alle difficoltà riscontrate nel monitoraggio preventivo, si aggiungono quelle collegate all’aderenza alle terapie farmacologiche da parte delle persone: si stima che circa 1 su 3 delle terapie antipertensive (con 2 o più farmaci associati) falliscono per mancanza, totale o parziale, di adesione terapeutica delle persone ovvero lacune nell’osservanza delle regole di somministrazione dei vari farmaci, per vari motivi

 

Un ultimo dato riguarda i casi di ipertensione arteriosa incontrollabile, ovvero la condizione di ipertensione non rispondente alle terapie farmacologiche attuate; se ne stima circa il 10% della totalità dei casi. Anche questo è un dato rispecchiato nelle raccomandazioni ESC-ESH, tra le quali un ruolo fondamentale è giocato dal controllo dello stile di vita e dell’alimentazione, alla base della terapia attuata per ogni quadro clinico presentato.

L’approccio alla terapia dell’ipertensione arteriosa è focalizzato sulla tollerabilità individuale: il trattamento antipertensivo ha come obiettivo principale l’abbassamento dei valori pressori sistolici fino a 120-129 mmHg ma allo stesso tempo:

  • Una buona tolleranza ai farmaci, senza sintomi da reazioni indesiderate o avverse
  • Assenza di episodi di ipotensione ortostatica
  • Conferma dei valori pressori anche fuori dallo studio medico, tramite la automisurazione domiciliare (HBPM) o monitoraggio ambulatoriale (ABPM)

 

Ancora di più, nelle persone sopra 85 anni o affette da polipatologie complesse, l’obiettivo è orientato verso valori pressori ragionevolmente ottenibili e sostenibili, tenendo conto della tolleranza alla cura e del beneficio clinico complessivo.

La farmacia Pelizzo a Udine si conferma farmacia dei servizi per i cittadini: aperta 7 giorni su 7 con orario continuato, la nostra farmacia pone a disposizione degli utenti i servizi di Telecardiologia (elettrocardiogramma e Holter), la misurazione della pressione arteriosa e dei parametri vitali (SpO2, girovita, glicemia), le analisi del sangue di prima istanza, la bioimpedenziometria e tanto altro: per conoscere tutti i servizi della farmacia non esitate a contattarci direttamente.

Come misuratori di pressione arteriosa a Udine, nel reparto Elettromedicale la farmacia Pelizzo propone gli sfigmomanometri MICROLIFE, uno dei leader principali a livello globale per la tecnologia innovativa e per la ricerca scientifica d’avanguardia: Microlife AFIB è uno dei dispositivi più consigliato dagli specialisti per la misurazione domiciliare della pressione arteriosa.

A cura della Dr.ssa Afrodita Alexe 

Fonti essenziali

  • European Society of Cardiology (ESC) & European Society of Hypertension (ESH). (2024). 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension. European Heart Journal, 44(25), 3720–3826. https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehae178
  • G Ital Cardiol. (2024). Linee guida ESC 2024 per la gestione della pressione arteriosa elevata e dell’ipertensione(Vol. 25, Suppl 1, e1–107). Il Pensiero Scientifico Editore.
  • Williams, B., et al. (2018). 2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. European Heart Journal, 39(33), 3021–3104.
  • World Health Organization. (2023). Global report on hypertension: The race against a silent killer. Geneva: WHO.