In farmacia Pelizzo a Udine è disponibile il servizio di preparazione dei blister portapillole personalizzati, servizio creato per migliorare l’aderenza alla terapia farmacologica in termini di costanza e precisione nell’assunzione dei farmaci prescritti per tutta la durata del percorso terapeutico.
Il Blister portapillole è
Per la sua ottima funzionalità, il blister portapillole settimanale è fortemente consigliato a tutte le persone che devono seguire una politerapia farmacologica ovvero devono assumere
I vantaggi:
Come si prepara:
Si utilizza il protocollo di preparazione dei personal medical dispenser, con un software avanzato per il continuo upgrade della banca dati e un robot dispensatore per l’esecuzione automatica dei blister. Seguendo le indicazioni contenute nello schema posologico fornito dal medico, le unità posologiche dei farmaci prescritti (pillole, capsule, compresse…) si suddividono e si ordinano in pratici blister portapillole con 7 scomparti a 4 caselle ciascuno
La procedura:
Il servizio di preparazione dei blister rientra nella completa presa in carico
“Le persone devono iniziare a prendersi cura attivamente della loro salute; pertanto la partecipazione e il coinvolgimento di cittadini e pazienti devono essere visti come valori chiave “ (Commissione Europea).
Nel 2003, OMS ha pubblicato il rapporto ‘’Adherence to long term therapies: Evidence for action’’ , dedicato interamente al problema della aderenza alla terapia farmacologica da parte delle persone; nel rapporto si sottolinea l’alta percentuale (quasi 50%!) della mancata o scarsa adesione alla terapia, rilevata nei Paesi sviluppati, così come il fatto che a distanza di tempo dalle prime stime, l’indice di adesione non è migliorato, nonostante i progressi nel campo scientifico, dell’informazione e media, nell’ambito sociale e politico.
Il rapporto ha presentato anche la nuova definizione per la aderenza alla terapia a lungo termine, come ‘’il grado con il quale il comportamento di un soggetto-assumere un farmaco, seguire una dieta e/o modificare il proprio stile di vita-corrisponde con quanto concordato con l’operatore sanitario’’, definizione che ha sostituito integralmente quella datata di ‘’compliance’’ riportando una modifica fondamentale nel concetto dell’adesione terapeutica: nel complesso processo di adesione, un fattore cruciale per il suo successo è rappresentato dalla concordanza, cioè la responsabilità condivisa tra il paziente e l’operatore sanitario.
Il concetto tradizionale di ‘’compliance’’ prevedeva che il comportamento del paziente coincidesse unilateralmente con la prescrizione medica, raffigurando la persona malata semplicemente come un soggetto tenuto ad accogliere e seguire in maniera passiva le indicazioni del medico.
Per conto, il concetto moderno di adesione è più completo, coinvolge attivamente la persona in un processo decisionale che comporta l’accordo dinamico tra paziente e specialista prescrittore sulla strategia terapeutica da proseguire.
Nel 2016 viene stillato il Piano Nazionale della Cronicità, un documento atto a unificare e armonizzare in tutto il territorio nazionale le strategie di approccio alla malattia cronica, per garantire la continuità assistenziale integrando tutti i servizi socio-sanitari necessari, a fine di ‘’contribuire al miglioramento della tutela per le persone affette da malattie croniche, riducendone il peso sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità di vita, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini’’ (fonte: Agenzia Farmaco)
Il documento è suddiviso in 2 parti: la prima è incentrata sulle linee generali di implementazione ed ottimizzazione delle strategie d’intervento, sugli obiettivi da raggiungere, sugli strumenti di valutazione e controllo dei risultati, sulla condivisione attiva dei PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici assistenziali).
Nella seconda parte viene approfondito un primo elenco di patologie croniche con caratteristiche e bisogni assistenziali particolari: in primo piano le malattie cardio-cerebro-vascolari; reumatiche; neuro-degenerative; respiratorie.
Per ciascuna delle categorie il Piano si prefigura di redare l’inquadramento generale e le linee guida dell’assistenza socio-terapeutica, con monitoraggio temporale dei risultati attesi.
IL RUOLO DELLA FARMACIA
Nel PNC è riportato il ruolo attivo di primo piano delle farmacie, nelle attività di promozione e acquisizione della salute psico-fisica: ‘’grazie alla loro diffusione sul territorio e ai continui rapporti con i cittadini…come presidi del SSN sul territorio, sono uno dei punti di riferimento per la persona con cronicità e dei suoi familiari perché rappresentano il più agevole e frequente punto di accesso.’’*
Con l’avvio della nuova ‘’farmacia dei servizi’’, le farmacie territoriali confermano e rafforzano il loro contributo nei servizi di assistenza domiciliare integrata, nell’accesso completo delle persone alle cure e prestazioni sanitarie, nel processo dinamico di aderenza alla terapia farmacologica, tramite la collaborazione attiva con tutte le altre figure di operatori socio-sanitari, al fine di conseguire gli obiettivi proposti in termine di salute.
In un report del 2014, AIFA sottolinea che ‘’ La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbilità e della mortalità, rappresentando un danno sia per i pazienti che per il sistema sanitario e per la società’’.
Le cause della mancata o scarsa adesione alla terapia sono molteplici, intrinseci ed estrinseci alla persona.
Le cause più comuni in assoluto sono l’inconsapevolezza della malattia; la complessità del trattamento; l’informazione deficitaria o mancante sui farmaci (effetto terapeutico, reazioni avverse, durata e modo di somministrazione, interazioni con altri farmaci, integratori od alimenti); il controllo inadeguato del percorso terapeutico.
I fattori correlati al paziente, che possono indurre la scarsa o mancante adesione alla terapia farmacologica, sono impliciti a:
IL RISCHIO MAGGIORE
La scarsa adesione alla terapia è un fenomeno che interessa tutte le fasce d’età, tutti i tipi di malattie e tutti i tipi di cure intraprese, in acuto, subacuto e cronico. Tuttavia, vi sono categorie a maggior rischio di andare incontro a non-adesione: è stato dimostrato che la fascia d’età sopra i 65 anni apporta il maggior numero di casi riguardo la mancata-scarsa aderenza alla terapia, fatto che si rispecchia nel maggior numero di ricadute/riacutizzazioni – rischio di cronicizzazione delle malattie nonché nell’aumento della ‘’spesa’’ socio-sanitaria (in termini di: tempo; complessità; figure care-giver coinvolte; costi delle cure).
Statisticamente, le malattie croniche con maggior incidenza di non-adesione terapeutica sono le patologie cardio-vascolari ed in particolare l’ipertensione arteriosa; l’asma e BPCO; il diabete; i disturbi e le malattie del SNC (un ceno in particolare alla depressione, come disturbo presente in più dell’80% dei pazienti cronici anziani). Più in dettaglio, le statistiche parlano di:
-quasi la totalità dei pazienti cronici anziani soffre di co-morbilità, tradotta per presenza contemporanea di almeno 2 patologie croniche, per le quali è prescritta polifarmacoterapia
-più del 90% dei pazienti cronici assumono solo metà dei farmaci in prescrizione
-più del 20% dei pazienti cronici assumono una dose inferiore dei farmaci prescritti o smettono totalmente di assumere i farmaci prima del dovuto
-più del 60% dei pazienti cronici assumono in auto-medicazione farmaci e/o integratori alimentari all’insaputa del proprio curante, a volte con importanti conseguenze sull’efficacia terapeutica dei farmaci prescritti in terapia-base e sull’incidenza di reazioni avverse di varia intensità.
Un’altra categoria a rischio di non-adesione terapeutica sono i giovani: qui giocano ruoli importanti sia la mancata od incompleta comprensione della malattia, sia la mancanza di fiducia nelle figure professionali coinvolte nella cura (nelle malattie croniche come nelle acute: ad esempio è stato visto che più del 70% dei giovani non assume appropriatamente la cura antibiotica prescritta per la cura delle patologie a carico dell’albero respiratorio medio-alto).
La non-aderenza alla terapia può quindi essere intenzionale, quando la persona decide di interrompere parzialmente o totalmente la terapia; o non intenzionale, quando fattori indipendenti dalla volontà della persona gravano sulla modalità e costanza dell’assunzione dei farmaci (il ‘’salto’’ nella somministrazione del farmaco, occasionale o ricorrente).
Uno dei modelli più utilizzati per valutare il grado di adesione alla terapia è rappresentato dalla scala di Morisky, un questionario a più domande (o nella versione semplificata, a 4 domande con risposta doppia e punteggio da 0 a 1) validato e certificato per l’utilizzo in differenti patologie; rappresenta uno strumento utile per gli operatori sanitari nel processo decisionale del percorso terapeutico (quando e come si deve intervenire per migliorare l’andamento dello stesso).
Il primo passo per aumentare l’adesione terapeutica consiste in interventi atti a migliorare la comunicazione tra tutte le figure coinvolte nel processo terapeutico: paziente, caregiver e familiari, medico, infermiere, farmacista, altri operatori sanitari; e di uguale importanza, a completare l’educazione socio-sanitaria delle persone: in questo, un ruolo principale spetta allo specialista sanitario, che può e deve coinvolgere attivamente le persone nel percorso di trattamento, fornendovi informazioni e spiegazioni esaustive, attivando controlli periodici, monitorando effetti indesiderati e reazioni avverse ecc.
Il farmacista svolge un importante ruolo di divulgazione e informazione riguardo tutto ciò che concerne il farmaco: gli strumenti messi a disposizione delle farmacie sono molteplici e permettono un approccio multi-direzionale negli interventi volti al miglioramento dell’aderenza alla terapia (come il confezionamento dei dispositivi blister-portapillole settimanali, l’uso di sistemi reminder della terapia, il monitoraggio dei parametri biochimici di base come supporto nel controllo delle patologie croniche, il counselling specialistico).