MALATTIE INFETTIVE DEL CANE

Vaccinazioni, antiparassitari, controlli periodici: la salute del tuo cane si costruisce ogni giorno, prima che compaia il primo sintomo. In questa guida trovi una panoramica chiara e aggiornata sulle principali malattie infettive che possono colpire il tuo animale, con indicazioni pratiche su come riconoscerle e come prevenirle.

Gastroenterite e parvovirosi

Un episodio di diarrea isolato, senza altri sintomi, è spesso una reazione a qualcosa di ingerito durante la passeggiata: in questi casi è sufficiente tenere il cane a riposo, ridurre il cibo per qualche ora e assicurarsi che beva a sufficienza.

Diverso è il caso della parvovirosi, la gastroenterite virale causata dal parvovirus canino (CPV). Qui i sintomi sono più seri: diarrea frequente con presenza di muco o sangue, vomito ricorrente, febbre, apatia marcata. Colpisce soprattutto i cuccioli nella fase di transizione tra la copertura immunitaria ereditata dalla madre e l’inizio del ciclo vaccinale — una finestra temporale in cui il rischio è più alto.

Non esiste una terapia antivirale specifica: il veterinario imposta una terapia di supporto per contrastare la disidratazione e una dieta restrittiva per almeno quattro settimane. La vaccinazione rimane l’unica vera misura preventiva.

Leptospirosi

La leptospirosi è un’infezione batterica causata da batteri del genere Leptospira ed è una zoonosi: può trasmettersi anche all’uomo. Il principale vettore di contagio è il ratto, spesso portatore sano per lunghi periodi.

Il cane si infetta per contatto con urine, acque o terreni contaminati — anche durante una normale passeggiata. L’habitat ideale per il batterio è l’acqua calda e stagnante, per cui il rischio aumenta in tarda estate e autunno.

I sintomi principali sono febbre alta, vomito, diarrea con sangue, disidratazione, apatia e urine scure. Il segnale più caratteristico è l’ittero: colorazione giallastra di mucose e cute, dovuta al danno epatico. Nei casi gravi possono svilupparsi insufficienza renale e, raramente, meningite.

La prevenzione si basa sulla vaccinazione con richiamo annuale o semestrale, da concordare con il veterinario. È inoltre importante evitare che il cane beva da raccolte d’acqua sospette e limitare il contatto con zone umide e ombreggiate in ambienti a rischio.

Cimurro

Il cimurro è una delle malattie virali più pericolose per il cane. È causato da un virus della famiglia dei Paramyxovirus — la stessa a cui appartengono il virus del morbillo e quello della parotite nell’uomo — ma non è trasmissibile alle persone.

La malattia si trasmette per via aerea, attraverso lo scolo nasale e oculare degli animali infetti, ed è altamente contagiosa. Colpisce in particolare i cuccioli e gli animali che vivono in ambienti affollati come canili e rifugi.

Il decorso clinico si sviluppa in più fasi. La fase respiratoria esordisce con tosse, scolo nasale, febbre e inappetenza — sintomi che a volte possono passare quasi inosservati. Segue una fase gastroenterica con vomito, diarrea e perdita di peso. Nei casi che progrediscono verso la cronicità, compaiono sintomi neurologici: convulsioni, tremori muscolari, atassia e, a distanza anche di anni, possibili episodi di encefalite.

I cani che superano l’infezione sviluppando una risposta immunitaria adeguata rimangono immunizzati a vita. Non esiste però un antivirale specifico: la terapia è sintomatica e si affianca alla vaccinazione, che è l’unico strumento di prevenzione efficace.

Leishmaniosi

La leishmaniosi è causata da un protozoo — Leishmania infantum nel bacino del Mediterraneo — trasmesso dalla puntura del pappatacio (Phlebotomus papatasi), un insetto simile alla zanzara attivo prevalentemente da maggio a ottobre.

È una zoonosi, ma la trasmissione diretta dal cane all’uomo non è possibile: il parassita deve completare parte del suo ciclo biologico nel corpo dell’insetto vettore. Il rischio per l’uomo riguarda soprattutto soggetti con un sistema immunitario compromesso.

La malattia può rimanere silenziosa per mesi o anni. Quando i sintomi compaiono, riguardano la cute (dermatite, alopecia sul muso e sulle orecchie, lesioni ulceranti), l’apparato muscolo-scheletrico (dolori diffusi) e gli organi interni (rene, fegato). Nelle fasi avanzate può svilupparsi insufficienza renale.

La diagnosi richiede analisi specifiche del sangue, delle urine e, nei casi dubbi, l’esame microscopico di campioni biologici. La terapia farmacologica è efficace nel controllare la malattia, ma sono necessari controlli periodici per prevenire le recidive.

La vaccinazione è indicata per cani asintomatici e sieronegativi a partire dai 6 mesi, con richiamo annuale. Poiché non conferisce copertura completa, è fondamentale affiancarla all’uso di repellenti specifici — collari, spot-on, spray a base di piretrine — e a misure ambientali come zanzariere a maglia fitta e disinfestazione.

Filariosi

La filariosi è una malattia parassitaria causata da nematodi del genere Dirofilaria, trasmessi dalla puntura della zanzara, in particolare dalla zanzara tigre.

Esistono due forme principali. La filariosi sottocutanea (causata da D. repens) si manifesta con prurito, perdita di pelo e comparsa di noduli sotto la pelle — sintomi facilmente riconoscibili che permettono un intervento precoce. La filariosi cardio-polmonare (causata da D. immitis) è più insidiosa: i parassiti si localizzano nelle arterie polmonari e nel cuore, e i sintomi diventano evidenti solo nelle fasi avanzate. Nelle forme gravi compaiono tosse persistente, difficoltà respiratorie, affaticamento, perdita di peso e, nello stadio più critico, insufficienza cardiaca.

La forma cutanea è presente in tutta Italia; quella cardio-polmonare è storicamente più diffusa nel Nord e Centro-Nord, con prevalenza in Pianura Padana, anche se nuovi focolai vengono segnalati ogni anno in aree prima considerate a basso rischio.

La prevenzione è decisiva: antiparassitari specifici somministrati mensilmente durante tutto il periodo di presenza delle zanzare (indicativamente da marzo-aprile a ottobre-novembre), scelti dal veterinario in base all’età, alla razza e allo stile di vita del cane. Si affiancano i repellenti sul pelo e le misure ambientali per ridurre il contatto con gli insetti.

Tubercolosi

La tubercolosi canina è una malattia rara ma da non sottovalutare, causata da micobatteri della famiglia Mycobacteriaceae. Si tratta di una zoonosi “invertita”: nella quasi totalità dei casi è il cane a contrarre la malattia dall’uomo, e non viceversa.

Il cane è generalmente resistente all’infezione, ma il rischio aumenta nei cuccioli, negli animali immunodepressi e in quelli che vivono in ambienti affollati come canili. La trasmissione avviene per via aerea; i sintomi più comuni — tosse cronica, dimagrimento, letargia, difficoltà respiratorie — possono comparire anche molto tempo dopo il contagio.

Non esiste una cura semplice: le caratteristiche particolari del batterio lo rendono resistente agli antibiotici comuni, e l’animale rimane contagioso anche durante la terapia. Per questo la prevenzione si basa sull’igiene rigorosa degli ambienti, sull’isolamento degli animali infetti e sul monitoraggio costante nei contesti a rischio.

In Italia i casi di tubercolosi sono monitorati dal Ministero della Salute nell’ambito di un sistema di notifica obbligatoria che include anche le trasmissioni zoonotiche.

Perché la prevenzione fa la differenza

La maggior parte delle malattie descritte in questa guida ha una cosa in comune: si prevengono, o si affrontano in modo molto più efficace, se si interviene prima della comparsa dei sintomi.

Rispettare il calendario vaccinale, seguire la profilassi antiparassitaria durante tutto l’anno, mantenere pulito l’ambiente in cui vive il tuo cane e sottoporlo a controlli periodici sono abitudini semplici che fanno una differenza concreta sulla sua qualità e aspettativa di vita.

Il reparto Veterinaria della Farmacia Pelizzo di Udine è disponibile ogni giorno, con orario continuato 7 giorni su 7, per fornirti i prodotti giusti e orientarti nelle scelte di prevenzione più adatte al tuo animale.

A cura della Dr.ssa Afrodita Alexe