IL MAGNESIO

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MAGNESIO – COS’È E DOVE SI TROVA NEL CORPO UMANO?

Il magnesio – abbreviato Mg – è un minerale, macroelemento importantissimo per il corpo umano, svolgendo azioni fondamentali per mantenere lo stato di salute a livelli ottimali. 

Rappresenta il quarto catione (ione con carica positiva) più importante dell’organismo umano: in un adulto di 70kg, sono presenti circa 2000 mEq di magnesio, ovvero 0.34% della massa corporea totale: 

  • 50-60% del totale di magnesio si trova nello scheletro (dove insieme a calcio e fosforo fa parte della molecola dell’idrossiapatite, il complesso organico alla base della struttura ossea); forma stabile che non consente interscambi rapidi con il magnesio negli altri tessuti e compartimenti del corpo; 
  • 30-35% del totale di magnesio si trova all’interno delle cellule perdipiù fissato nei complessi molecolari come enzimi e proteine; e pochissimo in forma libera ionizzata
  • nel plasma (e liquidi extracellulari) il magnesio è presente in 1-1,5% del suo totale ed è suddiviso in 3 frazioni: ionizzato/libero (55-70%), legato alle proteine plasmatiche (20-30%), e sotto forma di Sali inorganici ed organici (fosfato, bicarbonato, solfato, citrato); tra le 3 frazioni plasmatiche, quella con maggiore attività biologica è quella ionizzata
  • le frazioni libere/ionizzate intra ed extra-cellulari di magnesio sono pressoché sovrapponibili e mantenute in equilibrio dinamico

 

Poiché il corpo umano non è in grado di produrlo, la provenienza di magnesio è interamente esterna: è necessario introdurlo quotidianamente, tramite una dieta variegata e ricca e l’assunzione di acqua.

LE FUNZIONI DEL MAGNESIO

Il magnesio è un componente essenziale per tutte le cellule dell’organismo. Di seguito alcune delle sue azioni principali: 

  • è un componente strutturale dello scheletro
  • interviene nella regolazione della trasmissione neuronale e dell’eccitabilità delle membrane muscolari e neuronali
  • interviene nella regolazione della pompa elettrolitica (mantenimento dell’omeostasi) insieme ad altri cationi (calcio, sodio, potassio) ed anioni (bicarbonato, cloro, fosfato)
  • fa parte di oltre 300 complessi enzimatici, inclusi quelli che regolano la formazione di acidi nucleici (DNA e RNA), così come quelli che utilizzano ATP nei processi energetici (normalmente, l’ATP si trova chelato con uno ione di magnesio).

 

È universalmente conosciuto il ruolo del magnesio nel mantenere la corretta funzionalità del sistema muscolare: legato direttamente alla sua capacità di modulare la risposta neuro-muscolare e di agire come fattore anti-stress sul muscolo sottoposto ad esercizio fisico intenso e prolungato.

Gli scambi intra ed extracellulari del magnesio e la richiesta energetica

Il magnesio contenuto nelle ossa non è facilmente e prontamente biodisponibile in caso di deficit organico (comunque in caso di carenza di magnesio sierico, l’osso funziona come sistema tampone, mettendone a disposizione un terzo del suo contenuto come riserva per il mantenimento dei livelli extracellulari fisiologici di magnesio).

Gli interscambi del magnesio sono strettamente correlati alla richiesta energetica dell’organismo: è fondamentale per la formazione e l’attivazione di oltre 300 complessi enzimatici, incluse le reazioni dell’ATP – la molecola richiesta in tutti i processi metabolici (uso del glucosio; sintesi dei lipidi, proteine, acidi nucleici e coenzimi; la contrazione muscolare ecc) e quindi sequenze fisiologiche, direttamente dipendenti dalla circolazione del magnesio, come 

  • l’attività muscolare, 
  • la funzione (sinapsi) neuronale, 
  • il rilascio dei neurotrasmettitori, 
  • il tono vascolare  
  • il ritmo cardiaco, 
  • l’attivazione piastrinica,
  • l’attivazione ormonale

 

C’è una considerevole variabilità nei processi di rilascio del magnesio dai vari organi e tessuti nel liquido extracellulare: il cuore, il rene, il tessuto adiposo, quello neuronale, il muscolo scheletrico, il linfocita hanno tutti diverse rate di rilascio del magnesio (ad esempio, il range di scambio di magnesio del cuore è totale non prima di 4h). 

Il magnesio non è prontamente disponibile ed è soggetto a rilascio lento e medio-lento perché disciolto in acqua forma ponti stabili come idrato, dal quale si libera lentamente; ciò è importante per i meccanismi di passaggio nei canali stretti di membrana cellulare, che consentono il passaggio solo a molecole di una certa dimensione (le dimensioni delle molecole richiedenti passaggio intra ed extracellulare rappresentano uno dei marker di innesco dell’apertura di questi canali). 

I trasportatori di magnesio sono i più grandi di tutti gli altri cationi: sono tarati specificamente per riconoscerne le dimensioni e deidratarlo per renderlo facilmente trasportabile all’interno di questi canali.

MAGNESIO E CALCIO: LA CORRELAZIONE

La ricerca scientifica ha dimostrato che esiste una correlazione diretta tra il calcio ed il magnesio: tutti e due competono per gli stessi siti di ancoraggio sulla superficie delle proteine plasmatiche. 

Il magnesio è considerato il calcio-antagonista naturale: 

  • inibisce il rilascio nel circolo sanguigno di neurotrasmettitori (acetilcolina), processo calcio-mediato; 
  • inibisce l’effetto apoptosi-inducente del calcio a livello mitocondriale, ritardandone od annullandone l’esecuzione biochimica (il rilascio massiccio e/o l’accumulo in eccesso di ione calcio intra ed extracellulare funzionano come ‘’death-trigger’’, innescando il processo di apoptosi – morte guidata – delle cellule). 

 

Un deficit di magnesio può condurre ad una maggiore rata di transfer di calcio all’interno delle cellule, con effetti clinici in diversi distretti organici: ad esempio, a livello delle cellule muscolari lisce dei vasi sanguigni, l’incremento del tono arteriolare e spasmo coronarico (effetto diretto ipertensivo). 

Mediante il blocco selettivo dell’influsso intracellulare del calcio e della competizione attiva per i siti delle proteine plasmatiche, il magnesio funge da antagonista naturale del calcio con effetti di riduzione della resistenza vascolare periferica e cerebrale e quindi riduzione della pressione arteriosa. 

Difatti, le attuali Linee-guida raccomandano l’integrazione di magnesio, a dosi e tempi stabiliti dallo specialista, in:

  • ipertensione arteriosa,
  • prevenzione e trattamento complementare delle malattie cardio-cerebro-vascolari,
  • diabete mellito tipo II,
  • ed anche per la prevenzione dell’eclampsia nelle donne incinte pre-eclamptiche*.

I VALORI NORMALI E LA CARENZA DI MAGNESIO

Sono considerati valori normali di magnesio quelli compresi tra 1,8 e 2,6 mg/dL (0,74-1,07 mmol/L). 

Il mantenimento dei valori normali di magnesio nel siero è direttamente correlato all’apporto alimentare ed alla corretta funzione intestinale e renale (assorbimento ed eliminazione); circa il 70% del magnesio sierico è filtrato dai reni; il resto rimane legato alle proteine plasmatiche. 

L’assorbimento del magnesio dall’apporto alimentare avviene principalmente nell’intestino tenue ed è favorito dalla presenza delle vitamine B6 e D; è invece ostacolato da uno squilibrio quantitativo delle proteine e dall’eccessiva presenza di grassi e di Sali organici ed inorganici (ossalati, fittati, fosfati), calcio; solo il 30-35% del magnesio alimentare viene assorbito, il resto essendo eliminato per via fecale. 

L’escrezione del magnesio avviene principalmente per filtrazione renale; l’eliminazione con la sudorazione varia in base all’entità (ad esempio durante l’esercizio fisico prolungato o nelle persone che svolgono lavoro fisico intenso all’aperto).

I test clinici della valutazione del magnesio

Il test più comune di valutazione dei valori di magnesio è il dosaggio del magnesio sierico, esame clinico eseguito soprattutto nei casi in cui si verificano cambiamenti acuti maggiori nello stato fisiologico del magnesio.

In un adulto sano, la concentrazione del magnesio nel siero è mantenuta attentamente tramite i processi di regolazione dell’omeostasi ed e compresa tra 0.65 e 1.05 mmol/L per il magnesio totale, mentre per lo ione di magnesio tra 0.55 e 0.75mmol/L di siero; la concentrazione del magnesio nel plasma ha valori simili, tra 0.7 e 1.00mmol/L. 

Tuttavia, la concentrazione sierica di magnesio valutata tramite analisi del sangue non è indice della concentrazione dello stesso negli altri tessuti (a parte l’osso), così come non riflette i valori totali del magnesio nell’organismo; perché solo l’1% del magnesio totale si trova nei liquidi extracellulari, così come solo lo 0,3% si ritrova nel siero. 

Per meglio dire, la concentrazione sierica di magnesio è un indice povero della concentrazione totale del minerale nel nostro corpo, ancora di più se si considerano le variabili dei parametri di lettura nei diversi laboratori di analisi, parametri che sono calcolati in funzione statistica della popolazione considerata (quello che è considerato attualmente ‘’valore normale’’ può subire uno slittamento verso il basso in rappresentazione di un deficit costante anche se leggero di magnesio nella popolazione generale).

Oltre l’analisi del sangue del magnesio sierico, e per completare l’indice dello stato del minerale, di solito si effettua l’esame dell’escrezione renale di magnesio, sulle urine raccolte nelle 24h; e per approfondire, il ‘’loading test’’: un esame che consiste nella somministrazione massiccia orale o parenterale di Sali di magnesio per poi valutare la ritenzione totale del minerale nel corpo, che potrà indicare con più precisione il grado di carenza del minerale.

La carenza di magnesio

La carenza, o deficit, o mancanza di magnesio porta il nome di ipomagnesiemia e viene considerata quando i livelli sierici di magnesio scendono sotto lo 0.61mmol/L; il deficit acuto è comune nei pazienti ospedalizzati, con incidenza particolarmente alta nei reparti di terapia intensiva. 

Un deficit cronico di magnesio (ed in lenta progressione) può essere correlato alla presenza di malattie cardio-cerebro-vascolari (ipertensione arteriosa, infarto del miocardio, ictus cerebrale, aterosclerosi), malattie renali croniche, diabete, disfunzioni del colesterolo (dislipidemie primarie), iperaldosteronismo, ipo/iperparatiroidismo, sindrome premestruale ecc.

La carenza cronica di magnesio è stata associata alle terapie farmacologiche con farmaci 

  • diuretici (ad esempio la furosemide che ne aumenta l’escrezione renale), 
  • antibiotici (aminoglicosidi come la gentamicina; la amfotericina B), 
  • protettori gastrici inibitori della pompa protonica (omeprazolo, pantoprazolo), 
  • antitumorali 

I segni e sintomi della carenza di magnesio

Spesso, i sintomi del deficit di magnesio sono non-specifici e soggetti a grandi variazioni individuali, quindi facilmente mis-interpretati; i segni di un deficit leggero possono essere mancanza di appetito, affaticamento e spossatezza, irritabilità e nervosismo, mal di testa, disturbi del sonno, nausea, vomito. 

Le manifestazioni dell’ipomagnesiemia possono includere agitazione, tremori, depressione, aritmia cardiaca; quando il deficit peggiora, possono subentrare:

  • a livello muscolare – crampi e dolori muscolari, spasmi e tic involontari (come ad esempio dei muscoli faciali); disfagia; in casi gravi, la sindrome di Trousseau (spasmo caratteristico dei muscoli della mano ed avambraccio, indice di sofferenza dell’arteria brachiale)
  • a livello cardiaco: tachicardia, fibrillazioni, aritmia
  • a livello del sistema nervoso centrale: depressione, agitazione, psicosi, nistagmo, crisi convulsive
  • a livello metabolico: alterazioni dell’omeostasi del potassio, calcio, glucosio

 

Nonostante il magnesio sia un macronutriente importantissimo per la nostra salute, vi è tuttora sottovalutata la carenza che tende – soprattutto nei Paesi occidentali – a diventare un disturbo cronico comune nella popolazione; avere una giusta e completa informazione a riguardo è il primo passo per controllarlo e prevenirlo, nonché poterlo combattere con gli idonei strumenti messi a disposizione dalla ricerca scientifica moderna. 

FABBISOGNO GIORNALIERO E FONTI ALIMENTARI DI MAGNESIO

Si considera che il fabbisogno nutrizionale giornaliero di magnesio varia tra 300 e 500 mg, quantitativo che può aumentare considerevolmente in particolari situazioni: 

  • sudorazione aumentata, o perdita notevole di liquidi (vomito, diarrea); 
  • disfunzioni renali; 
  • durante terapie farmacologiche con diuretici, antipertensivi, alcuni antibiotici ed antimicotici, PPI-inibitori della pompa protonica ecc.

 

Il fabbisogno di magnesio aumenta in gravidanza: è stato dimostrato che un apporto corretto e bilanciato di magnesio durante la gravidanza, oltre all’effetto immediato di alleviare i crampi ed i dolori muscolari, riduce il rischio preeclampsia, eclampsia e parto prematuro.

Un’altra categoria a rischio di carenza di magnesio sono gli anziani: ciò è dovuto alla fisiologica riduzione dell’assorbimento intestinale insieme all’aumentata escrezione renale, associate alle eventuali poli-terapie con farmaci che intervengono nel metabolismo del magnesio (e non solo).

Il consumo giornaliero di magnesio

Per prevenire la carenza di magnesio, il corpo umano ha bisogno di introdurlo ogni giorno, in dosi che variano sostanzialmente in base all’età, sesso, stato nutrizionale e fisiopatologico. 

È difficile stabilire i limiti dei valori ottimali di introduzione nutrizionale, che vengono calcolati in base alle variazioni osservate all’interno della popolazione considerata: 

  • i LARN italiani (ed europei) apportano fabbisogno minimo di 170mg e un introito ottimale di 240 mg al giorno per l’adulto; 
  • i LARN statunitensi raccomandano un valore compreso tra 350 e 420 mg per l’uomo, rispettivamente 250-330 mg per la donna, leggermente più alto per la donna in gravidanza ed allattamento (360 mg).

Il magnesio negli alimenti

Circa il 10% del magnesio apportato con la dieta alimentare deriva dall’acqua; molto meno se si consuma acqua non di fonte naturale (bollita o processata tecnologicamente per ridurne la percentuale di Sali inorganici e minerali). 

Le fonti alimentari più ricche in magnesio sono, in ordine:

  • verdure ed ortaggi a foglia verde (per apporto di clorofilla): insalate, lattuga, radicchio, bieta, cime di rapa, sedano, cavolo e la sua famiglia, spinaci, broccoli ecc; le alghe verdi e rosse (chlorella, lithothamnium); la spirulina
  • tutti i cereali integrali (la crusca dei cereali ha un contenuto molto alto in magnesio, ad esempio la crusca di riso ne contiene circa 750mg per ogni 100g) e gli pseudo-cereali come l’amaranto
  • le erbe aromatiche come il basilico, l’erba cipollina, il coriandolo
  • semi e frutta secca, come i semi di zucca, di lino, di papavero, di sesamo, di girasole, quinoa; pinoli, mandorle, anacardi, noci brasiliane, arachidi, noci, nocciole
  • cacao: il cioccolato fondente
  • legumi: fagioli, piselli, ceci, lenticchie
  • frutta fresca: banane, datteri, avocado, pesche, albicocche, melone, anguria, melagrana, mela, noni ecc
  • verdure: pomodori, peperoni, carote, cipolla ecc
  • Uova, carne, pesce, latte e prodotti caseari apportano magnesio in quantità più ridotte. 

 

Nella cottura degli alimenti parte del magnesio si perde, pertanto quando possibile si preferisce sempre la cottura breve ed a fuoco vivo.

Le analisi statistiche confermano che nei Paesi industrializzati il consumo di cibo processato e raffinato ha condotto lentamente all’instaurarsi di uno stato carenziale di magnesio nelle popolazioni, e che al giorno d’oggi per combatterlo si agisce sia sul piano della dieta alimentare che su quello dell’integrazione nutrizionale; l’uso di integratori a base di magnesio è molto comune, soprattutto nel gruppo d’interesse dell’ambito sportivo ed in quello della fascia d’età anziana.

L’assorbimento intestinale del magnesio

Di tutto il magnesio consumato giornalmente, solo una parte viene assorbita a livello dell’intestino; la percentuale assorbita è molto variabile e fattoriale, tra 25 e 70%, il resto essendo eliminato con le feci. 

L’assorbimento intestinale del magnesio non è direttamente proporzionale con la dose introdotta con la dieta (integratori compresi); invece viene regolato primariamente dai meccanismi che controllano l’equilibrio omeostatico del minerale nel nostro corpo. 

L’assorbimento intestinale del magnesio è condotto per 2 meccanismi: il primo, prevalente, è il passaggio passivo (senza consumo di energia da parte delle cellule) del minerale, dai Sali che lo contengono, in base al suo gradiente elettrochimico ed alla loro dissoluzione in acqua.

Il secondo meccanismo è il trasporto attivo e viene attuato nei momenti di aumentato e/o acuto bisogno metabolico del minerale; comporta consumo di energia da parte delle cellule: intervengono i trasportatori di membrana TRPM6 e TPRM7 (espressi prevalentemente nell’ultima parte dell’intestino tenue e nel colon), che hanno il ruolo di portare all’interno delle cellule il catione magnesio, contro il suo gradiente di concentrazione e sfruttando la pompa di energia Na+/K+ ATPasi*.

Nell’assetto generale del magnesio, l’assorbimento intestinale del minerale è in stretta correlazione con la sua escrezione renale e con la sua biodisponibilità nei sistemi tampone (osso, plasma); meccanismi complessi di regolazione dei suoi livelli fisiologici, dei quali comprensione deve stare alla base della sua corretta integrazione e supplementazione nutrizionale.

I MIGLIORI INTEGRATORI ALIMENTARI DI MAGNESIO IN FARMACIA

Per la vendita di integratori alimentari e nutrizionali ad Udine, la farmacia Pelizzo vanta una scelta dei più prestigiosi marchi quali Solgar, Metagenics, LongLife; sempre disponibili nel reparto Nutrizione&Integrazione e beneficiando dei consigli del farmacista al banco.

Data la sua alta reattività, il magnesio si trova in natura sotto forma di Sali, inorganici ed organici, dai quali viene rilasciato ed assorbito dal corpo umano in base alla loro solubilità in acqua ed allo stato omeostatico del minerale (ovvero al fabbisogno fisiologico). 

La solubilità in acqua del sale di magnesio ingerito incide significativamente sulla biodisponibilità del minerale: ci sono Sali che nonostante il contenuto molto alto in magnesio ne permettono un rilascio solo parziale a livello dell’intestino, fattore da collegare anche alla capacità filtrante dei reni.

 

I Sali inorganici di Magnesio
I composti inorganici del magnesio sono anche quelli che lo rilasciano nell’intestino in maniera ridotta; tra tutti, si ricordano quelli più riscontrati negli integratori alimentari e nutrizionali ad oggi in uso: 

  • Magnesio Ossido – è scarsamente solubile in acqua, pertanto poco biodisponibile a livello dell’intestino, dove ha dimostrato di avere invece un effetto osmotico quindi blando lassativo; le formulazioni in polvere fine sembrano avere un effetto migliore rispetto a quelle in grani grossi
  • Magnesio Idrossido – ha dimostrato una biodisponibilità di magnesio elementare simile al magnesio ossido; è utilizzato come antiacido (Maalox) e lassativo osmotico
  • Magnesio Cloruro – il sale inorganico con la maggiore biodisponibilità di magnesio elementare, alcuni studi sembrano dimostrare la sua efficacia nella cura del dolore nella sindrome premestruale, in associazione alla vitamina B6
  • Magnesio Solfato – il Sale inglese (o sale Epsom): assunto per via orale ha una scarsa biodisponibilità; è usato in ambito ospedaliero per la somministrazione endovena o intramuscolo di magnesio; e per via orale, in dosi alte, come lassativo/purgativo.

 

I Sali organici del Magnesio
I Sali di magnesio con maggiore assorbimento sono i composti derivati da acidi organici; tra tutti, quelli con maggiore riscontro negli integratori ad oggi in uso sono: aspartato, citrato, pidolato, gluconato, piruvato. 

Uno degli usi più frequenti è quello dell’integrazione dei Sali minerali in ambito dell’attività fisica amatoriale e professionale, e più in generale per sopportare la perdita di acqua ed elettroliti durante la stagione calda. 

È quindi molto comune trovare integratori alimentari di magnesio e potassio, sotto il nome generico di ‘’integratori salini’’, nei quali di solito sono presenti magnesio citrato e potassio gluconato, a volte con l’aggiunta di acido aspartico (per una più rapida azione anti-contrattura muscolare): il più conosciuto è sicuramente Polase Pfizer, sotto forma di bustine effervescenti da sciogliere in acqua, in quantità adeguate per la reidratazione ottimale. 

Altri integratori alimentari conosciuti e largamente utilizzati, sempre in forma effervescente, contengono:

  • Sali organici del magnesio-citrato, gluconato, aspartato, e del potassio-gluconato
  • vitamina C oppure succhi naturali concentrati di limone o agrumi,
  • aminoacidi come la creatina, la glutammina, la carnitina,
  • vitamine del gruppo B di cui soprattutto la vitamina B6
  • vitamine A, D, E
  • estratti erbali e naturali con azione ricostituente adattogena (ginseng, pappa reale, eleuterococco, maca ecc)

 

A titolo di esempio – Carnidyn, Apportal, Neovis, Supradyn

Se invece è necessaria un’integrazione specifica di magnesio, con dosaggi maggiori del minerale e/o con forme altamente biodisponibili e bioassimilabili, bisognerà scegliere formulazioni particolari, supportate dalla ricerca scientifica con certificazioni e brevetti riguardanti la dose e la forma farmaceutica, di marche prestigiose che pongono particolare attenzione nella formulazione dei loro prodotti

  • Solgar: OligoMagPlus (magnesio bisglicinato); OligoMagCitrato; Solamins Minerals; OsteoSupplement
  • Metagenics: MetaRelax bustine effervescenti oppure compresse, con magnesio glicerofosfato associato alla taurina ed alle vitamine D, B6, B9 e B12 in forme attive
  • LongLife Magnesium 375, in compresse oppure effervescente; Magnesium Bisglycinate

 

Sicuramente la lista di integratori alimentari e nutrizionali a base di Sali di magnesio continua; nella scelta dell’integratore giusto, i farmacisti al banco in farmacia Pelizzo potranno guidarvi partendo dal fabbisogno individuale e dalla forma farmaceutica più adatta alle vostre esigenze individuali.