L’esposizione al sole comporta dei reali benefici, soprattutto con l’arrivo della stagione calda che permette e invoglia di stare all’aria aperta e di godere del sole, del caldo e della natura: è noto come il sole aumenta il buonumore riducendo l’incidenza dei disturbi della depressione, ansia, stress e stanchezza cronica.

Con l’esposizione al sole, soprattutto durante l’estate quando la superficie cutanea esposta direttamente è maggiore e per un periodo più lungo del tempo, nel nostro corpo hanno luogo reazioni di fondamentale importanza:
L’esposizione prolungata ed eccessiva al sole può comportare effetti dannosi e nocivi sulla nostra salute, sia a breve che a lungo termine.
Gli effetti diretti ed immediati di un’eccessiva esposizione solare sono
Questi effetti anche se intensi sono reversibili e facilmente risolvibili con cure adeguate che prevedono reidratazione orale, riposo, uso di antiinfiammatori antifebbrili nonché e soprattutto l’applicazione sulla cute di lozioni, gel, creme o balsami con effetto lenitivo calmante, rinfrescante e rigenerativo.

Gli effetti a lungo termine dell’esposizione solare senza un’adeguata protezione, sono meno visibili ma molto più dannosi:
L’entità dei danni provocati dall’eccessiva esposizione al sole dipende da molteplici fattori di cui i più comuni sono
La classificazione dei raggi solari si basa sulla loro lunghezza d’onda e li vede raggruppati in:
RAGGI UV-ULTRAVIOLETTI: sono circa il 7% del totale della radiazione solare, si classificano in UVA, UVB e UVC
te vengono schermati dallo strato d’ozono nell’atmosfera terrestre;RAGGI IR-INFRAROSSI: sono circa il 55% del totale della radiazione solare, invisibili all’occhio umano,
LUCE BLU (VISIBILE): è la luce che vediamo, circa il 45% del totale della radiazione solare,
I rischi per la salute derivati dall’esposizione all’irraggiamento solare aumentano esponenzialmente per chi vive in città, soprattutto negli agglomerati urbani molto affollati dove il livello di smog è costantemente alto: la quantità di particelle sospese nell’aria impedisce alle radiazioni di disperdersi e la quantità di raggi UV concentrate al suolo rimane alta tutto l’anno.
L’irraggiamento con UVA è costante e non stagionale (come per gli UVB), inoltre gli UVA penetrano tutte le superfici anche i vetri e le finestre: è stato dimostrato che la radiazione UV complessiva assorbita nei mesi più freddi, tra ottobre e maggio, soprattutto per chi lavora al chiuso, rappresenta circa 50% del totale annuo – con esponenziale aumento del rischio di danno cellulare profondo e comparsa di lesioni precancerose e tumori cutanei.
Per una protezione efficace e duratura nel tempo risulta necessario seguire le buone regole di comportamento tenendo conto dei fattori esterni (posizione geografica, stagione, livello di inquinamento) ed interni (predisposizione genetica e fototipo, età, terapie farmacologiche in atto)
Abbronzatura: perché si colora la pelle esposta al sole?
E’ universalmente conosciuto l’effetto dell’esposizione solare sulla nostra pelle: sotto l’effetto dei raggi solari la pelle cambia colore e diventa più scura – fenomeno conosciuto come abbronzatura, di diverse tonalità dettate da diversi fattori di cui in primis le caratteristiche individuali, raggruppate in una classificazione che prende nome di fototipo.
Il colore della pelle (insieme a quello degli occhi e dei capelli) è dettato dalla presenza di melanina: nome che riunisce un gruppo di sostanze colorate – pigmenti di colore marrone scuro, grigio e nero – con la capacità di assorbire e convertire l’energia delle radiazioni UV in calore, riducendone gli effetti nocivi in tutto il nostro corpo.

La melanina si forma all’interno di cellule dette melanociti (posti negli strati più profondi della pelle, nell’iride, nel follicolo pilifero..) in composti chiamati melanosomi: questi organuli sono deputati alla produzione, immagazzinamento e – una volta maturi – al trasporto della melanina, dai melanociti ai cheratinociti (cellule abbondanti nello strato superficiale cutaneo e nei capelli) attuando così uno dei meccanismi di protezione più efficace del nostro corpo contro i danni provocati dall’esposizione solare.

L’abbronzatura rappresenta quindi la conseguenza di uno dei meccanismi di difesa messi in atto dalla nostra pelle per proteggersi dai danni provocati dall’esposizione ai raggi solari: l’attivazione dei melanociti a produrre melanina avviene con l’esposizione diretta al sole, è dettata geneticamente ed è mediata dal SNC.
In base al numero, forma e dimensioni dei melanosomi nonché alla capacità dell’organismo di attivare il pathway della melanina, si avrà una reattività della pelle di gradi diversi, tradotta per diversi gradi di pigmentazione cutanea ed effetti collaterali all’esposizione solare
(comparsa di macchie/nevi/lentiggini, secchezza e ruvidezza cutanea, arrossamenti e iper-sensibilizzazione, eritemi e ustioni ecc).
Questa variabilità nella capacità del corpo umano di attivazione dei meccanismi melanoformatori ha portato alla classificazione dei fototipi: la più conosciuta e usata in dermatologia è stata messa a punto dal dermatologo statunitense T.Fitzpatrick, che ne individua 6 in base alla carnagione, al colore degli occhi, della chioma ed alla reattività ai raggi solari.
Fototipo 1
ï pelle molto chiara ed estremamente sensibile, presenza di lentiggini, occhi verdi o azzurri, capelli biondi o rossi; la capacità di abbronzarsi è bassissima quasi nulla, il rischio di eritemi ed ustioni è altissimo anche per esposizione al sole di breve durata
Fototipo 2
ï pelle chiara e sensibile, possibile presenza di lentiggini, occhi chiari e capelli biondi; la capacità di abbronzarsi è minima con rischio di scottature molto alto
Fototipo 3
ï pelle mediamente chiara, occhi chiari o scuri, capelli castani; la capacità di abbronzarsi è bassa e le scottature sono abbastanza frequenti
Fototipo 4
ï pelle abbastanza scura e non particolarmente sensibile, occhi scuri e capelli castani o neri; buona capacità di abbronzarsi, con basso rischio di scottature ed eritemi
Fototipo 5
ï pelle scura e poco sensibile, occhi scuri e capelli neri; la capacità di abbronzarsi è molto buona e le scottature sono rare
Fototipo 6
ï pelle nera e poco sensibile, occhi scuri e capelli neri; con il più basso rischio, quasi nullo, di scottature
Nell’ottica della prevenzione, sapere il proprio fototipo è particolarmente importante per poter ridurre al minimo i rischi collegati all’esposizione solare e goderne dei benefici nella massima sicurezza: i potenziali danni indotti dai raggi solari si quantificano non solo nell’immediato (disidratazione intensa ed eritemi, scottature, ustioni…) ma anche e soprattutto a lungo termine (invecchiamento cellulare precoce, iper-sensibilizzazione cutanea, comparsa di discromie più o meno estese e nei, sviluppo di lesioni precancerose e tumorali).

Per una protezione efficace e duratura nel tempo risulta necessario seguire le buone regole di comportamento tenendo conto dei fattori esterni (posizione geografica, stagione, livello di inquinamento) ed interni (predisposizione genetica e fototipo, età, terapie farmacologiche in atto)

Per sapere di più su come ottenere una protezione solare efficace, sui prodotti solari e doposole, e sulle tecniche e modalità di utilizzo dei prodotti: i tutorial della Consulenza cosmetica su YouTube: