L’ESPOSIZIONE AL SOLE E LA PROTEZIONE SOLARE

INDICE

L’ESPOSIZIONE AL SOLE: BENEFICI ED EFFETTI UTILI PER LA SALUTE

L’esposizione al sole comporta dei reali benefici, soprattutto con l’arrivo della stagione calda che permette e invoglia di stare all’aria aperta e di godere del sole, del caldo e della natura: è noto come il sole aumenta il buonumore riducendo l’incidenza dei disturbi della depressione, ansia, stress e stanchezza cronica.

Con l’esposizione al sole, soprattutto durante l’estate quando la superficie cutanea esposta direttamente è maggiore e per un periodo più lungo del tempo, nel nostro corpo hanno luogo reazioni di fondamentale importanza:

  • la fotosintesi di vitamina D, essenziale per il metabolismo del calcio e del fosforo per la corretta mineralizzazione ossea, per la regolazione dell’espressione genica, per la crescita e rinnovo cellulare e per la regolazione della funzionalità del sistema immunitario
    • la vitamina D viene prodotta nella pelle sotto la diretta azione dei raggi UV partendo dal 7-deidrocolesterolo già presente)
  • la stimolazione del rilascio di neurotrasmetittori con effetto antidepressivo, per la regolazione del tono dell’umore e del ritmo sonno-veglia
    • sotto l’effetto della luce solare si stimola il rilascio della serotonina (5-idrossitriptamina): conosciuta come l’ormone del buonumore o la molecola della felicità
    • viene stimolata anche la produzione di dopamina, la molecola del benessere: uno dei più importanti neurotrasmettitori endogeni, con ruolo importante nelle funzioni di memoria, cognizione, motivazione, concentrazione e apprendimento, movimento volontario, umore, sonno
    • la luce del sole aumenta la sintesi endogena di testosterone e riduce i livelli circolanti del cortisolo (l’ormone dello stress)
    • il ritmo circadiano subisce un reset fisiologico durante l’estate, riassesto che ha inizio già con l’arrivo dei primi giorni caldi e che noi chiamiamo ‘’il cambio di stagione’’: se il passaggio temporale dal freddo al caldo è troppo brusco, il corpo umano ne subisce le conseguenze in termini di astenia e problemi di accomodamento psico-fisico
  • la stimolazione diretta delle naturali difese della barriera cutanea (tono, elasticità, funzione barriera idro-lipidica)

L’ESPOSIZIONE AL SOLE: I RISCHI E GLI EFFETTI NOCIVI

L’esposizione prolungata ed eccessiva al sole può comportare effetti dannosi e nocivi sulla nostra salute, sia a breve che a lungo termine.

Gli effetti diretti ed immediati di un’eccessiva esposizione solare sono

  • eritema, orticaria, scottature solari con edema, rossore e febbre;
  • aumento della vasodilatazione periferica con gonfiori alle caviglie o generalizzate;
  • il ‘’colpo di sole’’: mal di testa, febbre, disidratazione intensa, nausea e vomito, disturbi della vista, vertigini e stato confusionale fino alla sincope

Questi effetti anche se intensi sono reversibili e facilmente risolvibili con cure adeguate che prevedono reidratazione orale, riposo, uso di antiinfiammatori antifebbrili nonché e soprattutto l’applicazione sulla cute di lozioni, gel, creme o balsami con effetto lenitivo calmante, rinfrescante e rigenerativo.

Gli effetti a lungo termine dell’esposizione solare senza un’adeguata protezione, sono meno visibili ma molto più dannosi:

  • sviluppo di macchie brune, cheratosi – ispessimento cutaneo, perdita di elasticità e tono
  • invecchiamento cellulare precoce;
  • degradazione del DNA e dei lipidi di membrana
  • fotosensibilizzazione e innesco di allergia solare (condizione in cui la pelle perde gradualmente la capacità di sopportare l’esposizione diretta al sole)
  • disturbi oculari e problemi di vista (dovuti principalmente all’azione dannosa diretta dei raggi solari sulla retina)
  • sviluppo di malattie tumorali, di cui a rischio maggiore è il melanoma, il più pericoloso dei tumori cutanei (ad aumentarne il rischio vi sono altri fattori, come la predisposizione familiare, la presenza di nei, il fototipo basso, le scottature su ampie zone cutanee sofferte nell’infanzia ecc).

L’entità dei danni provocati dall’eccessiva esposizione al sole dipende da molteplici fattori di cui i più comuni sono

  • il periodo di tempo e la fascia oraria dell’esposizione al sole: ci si scotta più facilmente alle ore di pranzo (quando i raggi solari cadono verticalmente) e l’intensità dell’eritema solare aumenta con il numero di ore della permanenza sotto il sole
  • la tipologia e le condizioni fisiologiche della pelle: si scottano più facilmente i fototipi 0, I e II; la presenza di disturbi cutanei può aumentare il rischio di danni da effetto irradiante sia nell’immediato che a lungo termine
  • la zona geografica e le sue caratteristiche:
    • in alta montagna vi è irradiazione più intensa
    • la presenza di superfici riflettenti (sabbia, mare, neve) aumenta il rischio di scottature ed eritema
    • la temperatura e le condizioni meteorologiche (cielo sereno o poco nuvoloso, temperature costantemente alte, alto tasso di umidità)

I RAGGI SOLARI: QUANTI TIPI CI SONO?

La classificazione dei raggi solari si basa sulla loro lunghezza d’onda e li vede raggruppati in:

RAGGI UV-ULTRAVIOLETTI: sono circa il 7% del totale della radiazione solare, si classificano in UVA, UVB e UVC

  • gli UVC hanno una lunghezza d’onda tra 100 e 280 nm; sono i più pericolosi ma fortunatamente vengono schermati dallo strato d’ozono nell’atmosfera terrestre;
  • gli UVB– il 5% della radiazione solare UV totale; hanno una lunghezza d’onda tra 280 e 320 nm; arrivano sulla superficie cutanea e si fermano a livello dell’epidermide; promuovono l’abbronzatura ma un’esposizione prolungata induce scottature ed eritemi, prurito esteso, ustioni di vari gradi; l’entità dei danni sulla pelle dipende da molti fattori (la durata e l’orario dell’esposizione, i fattori geografici, il livello di inquinamento, il fenotipo e il fototipo individuale)
  • gli UVA– il 95% della radiazione solare UV totale: sono corti (lunghezza d’onda tra 320 e 340nm) e lunghi (340-400nm); sono presenti sempre, tutto l’anno, anche col cielo nuvoloso; penetrano in profondità arrivando nel derma, dove attivano la produzione di melanina e l’elaborazione della vitamina D; sono responsabili del danno cellulare profondo, con l’accelerazione dell’invecchiamento precoce, rottura delle fibre di sostegno della pelle (collagene, elastina) e la formazione dei radicali liberi; a lungo termine aumentano il rischio di comparsa di forme tumorali cutanee

RAGGI IR-INFRAROSSI: sono circa il 55% del totale della radiazione solare, invisibili all’occhio umano,

  • vengono rilasciati da tutti i corpi, a qualunque temperatura, quindi sono energia raggiante;
  • inducono rilascio di energia quando vengono assorbiti dai corpi, quindi sensazione di calore;
  • l’esposizione prolungata aumenta la formazione di radicali liberi provocando invecchiamento cellulare.
  • penetrano la pelle fino allo strato più profondo, nell’ipoderma, inducendo disidratazione, alterazioni del collagene ed elastina, e danni a livello dei melanociti che rilasceranno la melanina in maniera disorganizzata (con comparsa di discromie e macchie di diversa entità).

LUCE BLU (VISIBILE): è la luce che vediamo, circa il 45% del totale della radiazione solare,

  • come lunghezza d’onda si colloca tra gli IR e gli UV e la banda che noi percepiamo come blu/viola viene chiamata HEV (luce visibile ad alta energia);
  • riesce a penetrare la pelle fino all’ipoderma e l’esposizione a lungo termine senza un’adeguata protezione è collegata al fotoinvecchiamento, iperpigmentazione, accelerazione dell’invecchiamento cutaneo in generale.

I raggi UV e lo smog

I rischi per la salute derivati dall’esposizione all’irraggiamento solare aumentano esponenzialmente per chi vive in città, soprattutto negli agglomerati urbani molto affollati dove il livello di smog è costantemente alto: la quantità di particelle sospese nell’aria impedisce alle radiazioni di disperdersi e la quantità di raggi UV concentrate al suolo rimane alta tutto l’anno.

L’irraggiamento con UVA è costante e non stagionale (come per gli UVB), inoltre gli UVA penetrano tutte le superfici anche i vetri e le finestre: è stato dimostrato che la radiazione UV complessiva assorbita nei mesi più freddi, tra ottobre e maggio, soprattutto per chi lavora al chiuso, rappresenta circa 50% del totale annuo – con esponenziale aumento del rischio di danno cellulare profondo e comparsa di lesioni precancerose e tumori cutanei.

Come proteggersi dai danni indotti dall’esposizione solare?

Per una protezione efficace e duratura nel tempo risulta necessario seguire le buone regole di comportamento tenendo conto dei fattori esterni (posizione geografica, stagione, livello di inquinamento) ed interni (predisposizione genetica e fototipo, età, terapie farmacologiche in atto)

LA MELANINA E I FOTOTIPI DELLA PELLE: I GRADI DI ABBRONZATURA

Abbronzatura: perché si colora la pelle esposta al sole?

E’ universalmente conosciuto l’effetto dell’esposizione solare sulla nostra pelle: sotto l’effetto dei raggi solari la pelle cambia colore e diventa più scura – fenomeno conosciuto come abbronzatura, di diverse tonalità dettate da diversi fattori di cui in primis le caratteristiche individuali, raggruppate in una classificazione che prende nome di fototipo.

Il colore della pelle (insieme a quello degli occhi e dei capelli) è dettato dalla presenza di melanina: nome che riunisce un gruppo di sostanze colorate – pigmenti di colore marrone scuro, grigio e nero –  con la capacità di assorbire e convertire l’energia delle radiazioni UV in calore, riducendone gli effetti nocivi in tutto il nostro corpo.

La melanina si forma all’interno di cellule dette melanociti (posti negli strati più profondi della pelle, nell’iride, nel follicolo pilifero..) in composti chiamati melanosomi: questi organuli sono deputati alla produzione, immagazzinamento  e – una volta maturi – al trasporto della melanina, dai melanociti ai cheratinociti (cellule abbondanti nello strato superficiale cutaneo e nei capelli) attuando così uno dei meccanismi di protezione più efficace del nostro corpo contro i danni provocati dall’esposizione solare.

L’abbronzatura rappresenta quindi la conseguenza di uno dei meccanismi di difesa messi in atto dalla nostra pelle per proteggersi dai danni provocati dall’esposizione ai raggi solari: l’attivazione dei melanociti a produrre melanina avviene con l’esposizione diretta al sole, è dettata geneticamente ed è mediata dal SNC.

In base al numero, forma e dimensioni dei melanosomi nonché alla capacità dell’organismo di attivare il pathway della melanina, si avrà una reattività della pelle di gradi diversi, tradotta per diversi gradi di pigmentazione cutanea ed effetti collaterali all’esposizione solare

 

(comparsa di macchie/nevi/lentiggini, secchezza e ruvidezza cutanea, arrossamenti e iper-sensibilizzazione, eritemi e ustioni ecc).

Questa variabilità nella capacità del corpo umano di attivazione dei meccanismi melanoformatori ha portato alla classificazione dei fototipi: la più conosciuta e usata in dermatologia è stata messa a punto dal dermatologo statunitense T.Fitzpatrick, che ne individua 6 in base alla carnagione, al colore degli occhi, della chioma ed alla reattività ai raggi solari.

Fototipo 1

ï pelle molto chiara ed estremamente sensibile, presenza di lentiggini, occhi verdi o azzurri, capelli biondi o rossi; la capacità di abbronzarsi è bassissima quasi nulla, il rischio di eritemi ed ustioni è altissimo anche per esposizione al sole di breve durata

Fototipo 2

ï pelle chiara e sensibile, possibile presenza di lentiggini, occhi chiari e capelli biondi; la capacità di abbronzarsi è minima con rischio di scottature molto alto

Fototipo 3

ï pelle mediamente chiara, occhi chiari o scuri, capelli castani; la capacità di abbronzarsi è bassa e le scottature sono abbastanza frequenti

Fototipo 4

ï pelle abbastanza scura e non particolarmente sensibile, occhi scuri e capelli castani o neri; buona capacità di abbronzarsi, con basso rischio di scottature ed eritemi

Fototipo 5

ï pelle scura e poco sensibile, occhi scuri e capelli neri; la capacità di abbronzarsi è molto buona e le scottature sono rare

Fototipo 6

ï pelle nera e poco sensibile, occhi scuri e capelli neri;  con il più basso rischio, quasi nullo, di scottature

Nell’ottica della prevenzione, sapere il proprio fototipo è particolarmente importante per poter ridurre al minimo i rischi collegati all’esposizione solare e goderne dei benefici nella massima sicurezza: i potenziali danni indotti dai raggi solari si quantificano non solo nell’immediato (disidratazione intensa ed eritemi, scottature, ustioni…) ma anche e soprattutto a lungo termine (invecchiamento cellulare precoce, iper-sensibilizzazione cutanea, comparsa di discromie più o meno estese e nei, sviluppo di lesioni precancerose e tumorali).

 

LE BUONE PRATICHE PER PROTEGGERSI DAL SOLE

Per una protezione efficace e duratura nel tempo risulta necessario seguire le buone regole di comportamento tenendo conto dei fattori esterni (posizione geografica, stagione, livello di inquinamento) ed interni (predisposizione genetica e fototipo, età, terapie farmacologiche in atto)

  • esporsi al sole gradualmente, aumentando giorno per giorno il tempo dedicato, soprattutto chi ha un fototipo basso; evitare le ore più calde (indicativamente dalle 12 alle 16)
  • essere in movimento, in maniera che le radiazioni solari si possano distribuire più omogeneamente su tutto il corpo;
  • bere acqua e liquidi idrosalini in quantità, per evitare la disidratazione;
  • indossare indumenti leggeri (cotone, lino) e di colori chiari; cappelli a bordi larghi; occhiali con lenti antiriflesso
  • usare prodotti solari per la fotoprotezione, scelti in base alle esigenze personali tenendo conto di tutti i fattori di rischio;
  • rinnovare l’applicazione della crema solare molto spesso (come minimo ogni 2h) su tutto il corpo anche se sotto l’ombrellone e con il cielo nuvoloso (le nuvole oltre che lasciano passare i raggi UVB possono fungere da riflettente e aumentare il rischio di danni cutanei)
  • è preferibile usare i prodotti solari a lunga tenuta ovvero le formule ‘’water resistant – resistenti all’acqua’’ che comunque vanno riapplicate sul corpo molto spesso, soprattutto dopo lunga permanenza in acqua (piscina, lago, mare) o con abbondante sudorazione
  • anche gli integratori per il sole e l’abbronzatura possono essere d’aiuto per limitare i danni dai raggi solari: gli integratori alimentari a base di antiossidanti (vitamina C, A, E, resveratrolo, picnogenolo, glutatione, quercetina, SOD, minerali come selenio, zinco, rame) proteggono le cellule dai danni ossidativi mentre gli integratori per l’abbronzatura a base di licopene, beta-carotene o estratti complessi del pomodoro, carote ed a.) aiutano ad avere un colore uniforme e più duraturo e limitano il rischio di eritema e scottatura solare

Per sapere di più su come ottenere una protezione solare efficace, sui prodotti solari e doposole, e sulle tecniche e modalità di utilizzo dei prodotti: i tutorial della Consulenza cosmetica su YouTube: