DISTURBI DEL SONNO: QUALI SONO E COME AFFRONTARLI

DISTURBI DEL SONNO: QUALI SONO E COME AFFRONTARLI

INDICE

I DISTURBI DEL SONNO: LA CLASSIFICAZIONE GENERALE

I disturbi del sonno rappresentano un problema molto comune che interessa tutte le persone, a prescindere dall’età, sesso, razza, abitudini e stile di vita; si stima che un terzo della popolazione globale in età adulta soffre di condizioni patologiche correlate ai disturbi del sonno, che possono essere causati da diversi fattori (psico-fisici ed ambientali).

Quali sono i disturbi del sonno? la classificazione universale

La classificazione dei disturbi del sonno universalmente accettata è quella di AASM (American Accademy of Sleep Medicine), che li vede raggruppati in 7 maggiori categorie nel Manuale ISCD-3-TR (Terza Edizione, Revisione del Testo 2023)

Il gruppo dell’INSONNIA:

  • a breve termine
  • cronica
  • di altra eziologia


Disturbi respiratori sonno-correlati

  • OSAS  (apnea ostruttiva del sonno, Obstructive Sleep Apnea Syndrome)
  • apnee centrali 
  • disturbi di ipoventilazione 
  • disturbo dell’ipossiemia 
  • sintomi isolati e condizioni fisiopatologiche di altra eziologia


Ipersonnie centrali
:

  • narcolessia
  • ipersonnie idiopatiche
  • la sindrome Kleine-Levin
  • la sindrome da sonno insufficiente


Disturbi del ritmo circadiano sonno-veglia

  • alterazioni del ciclo sonno-veglia: fase precoce, fase ritardata, fase irregolare
  • ritmo sonno-veglia non 24h
  • disturbo da lavoro a turni e da jet-lag


Disturbi del movimento nel sonno

  • la sindrome delle gambe senza riposo
  • crampi alle gambe
  • Bruxismo
  • movimento ritmico dovuto a cause patologiche
  • movimento alterato da uso di farmaci o abuso di sostanze o alcol


Parasonnie: un largo gruppo di condizioni alterate del sonno

  • *Correlate alla fase del sonno NREM
    • Sonnambulismo
    • terrore dell’addormentarsi
    • disturbi alimentari
  • *Correlate alla fase del sonno REM
    • Comportamento disturbato
    • Paralisi del sonno
    • Disturbi da incubi
  • *Altre parasonnie
    • la sindrome della testa che esplode
    • allucinazioni
    • enuresi notturna


Altri disturbi del sonno di cause non meglio individuate

INSONNIA: DEFINIZIONE E CONSEGUENZE PER LA SALUTE

Con il termine ‘’insonnia’’ si definisce la difficoltà di addormentarsi e/o di mantenere l’addormentamento, anche trovandosi in idonee circostanze che agevolano il sonno, con conseguenze negative sulle attività svolte in regime veglia.

L’insonnia sembra colpire di più le donne: soprattutto nel periodo della menopausa (il primo pico) e dopo i 65anni (il secondo pico).

L’insonnia è caratterizzata dalla percezione di sonno insoddisfacente come durata e qualità e si può presentare in diverse fasi e con sintomi che variano largamente:

  • difficoltà ad addormentarsi (insonnia iniziale)
  • numerosi risvegli notturni (insonnia intermittente)
  • risveglio precoce con astenia ed irritabilità (insonnia terminale)
  • somatizzazione residuale (mal di testa, occhi gonfi, vertigini)


L’insonnia può essere:

– acuta o cronica (per la diagnosi dell’insonnia cronica, il medico tiene conto di diversi criteri, come il fatto che i disturbi si manifestino più di 3 volte alla settimana e siano presenti da non meno di 3 mesi)

– come disturbo primario oppure secondario a situazioni o condizioni che vi favoriscono la comparsa (stato di ansia, depressione);

– se stessa origine di comparsa di disturbi psichiatrici (ansia, depressione…)

– condizionata da fattori interni (il fumo, l’assunzione di farmaci, l’uso di alcol e/o di sostanze eccitanti centrali)

L’insonnia è considerata frequente quando il numero di episodi è pari o superiore a 3 alla settimana; e diventa cronica se la durata delle manifestazioni supera 3 mesi consecutivi.

L’insonnia colpisce circa un terzo della popolazione globale in età adulta; con un primo pico a 25-35anni ed uno secondo nella fascia d’età anziana (sopra i 65anni) la quale rimane comunque più a rischio perché presenta più fattori di rischio globale.

Anche in Italia, più del 30% della popolazione totale accusa uno o più sintomi di disturbi primari del sonno, ed almeno il 10% soffre di insonnia cronica: un preoccupante dato in aumento (le statistiche evidenziano che delle persone che accusano primi segni di disturbi del sonno, più della metà sviluppa nell’arco di 3 anni lo stato di insonnia cronica; dati associati a quelli dell’aumento dei farmaci sedativi/ipnotici nella popolazione globale a prescindere dall’età, nonché della crescente richiesta di terapie complementari ed alternative anti-insonnia).

Come si valuta lo stato dell’insonnia? La diagnosi

Nella valutazione dei disturbi del sonno ed insonnia in una persona, oltre all’anamnesi oggettiva ed eventuali esami del sangue generali e specifici per la funzione tiroidea, renale, cardiaca, lo specialista può indicare di eseguire test diagnostici specifici:

  • Polisonnografia: un esame che registra per 24 ore l’attività cerebrale, cardiaca, respiratoria e muscolare durante il sonno. La polisonnografia è utilizzata anche per diagnosticare l’apnea notturna e altri disturbi del sonno;
  • Test delle latenze multiple del sonno: valuta la rapidità dell’addormentamento in 4-5 sonnellini diurni in 2 h di distanza l’uno dall’altro e viene utilizzato per la diagnosi di narcolessia;
  • Test del mantenimento dello stato di veglia: la persona deve rimanere sveglia in una stanza silenziosa in 4 successivi tentativi a 2 ore di distanza l’uno dall’altro; test che viene utilizzato per la valutazione delle ipersonnie

Contemporaneamente, al paziente è richiesta la redazione di un diario del sonno e la compilazione di diversi questionari validati, in grado di redare una stima sulle abitudini di sonno: quelli maggiormente usati sono la Scala della sonnolenza diurna di Epworth e la Scala della qualità del sonno Pittsburg.

Quali sono le conseguenze dell’insonnia? sintomi e segni clinici

La privazione del sonno ha conseguenze nocive e molto profonde che interessano l’intero organismo; generalmente si accusano

  • mal di testa ricorrente, cefalea, dolori dei bulbi oculari e/o disturbi visivi
  • malessere fisico generale – stanchezza muscolare, irrigidimento, progressiva perdita di tono muscolare e flessibilità articolare
  • astenia, irritabilità e nervosismo, irascibilità
  • pallore del viso, alterazioni dei 5 sensi, gonfiori
  • alterazioni delle funzioni cognitive – ridotta efficienza mentale, difficoltà della concentrazione e della memoria, ridotta capacità di apprendimento e decisionale
  • tendenza ad ansia e depressione con perdita di interesse per la realtà quotidiana e l’ambiente circostante

Molteplici studi scientifici hanno messo in evidenza gli effetti negativi dell’insonnia sullo stato generale di salute dell’organismo umano: essa rappresenta infatti un fattore di rischio di I grado per lo sviluppo di

  • condizione patologica cardio-cerebro-vascolare, in particolare per l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza cardiaca cronica e l’infarto del miocardio
  • Diabete tipo II; Sindrome metabolica; mancato/inefficiente controllo del peso – obesità e sovrappeso
  • Malattie neurodegenerative
  • Sindrome depressiva maggiore (con aumento del rischio suicidario)
  • Patologie infiammatorie degenerative croniche a carico di diversi apparati e sistemi funzionali e l’accelerazione dei processi dell’invecchiamento cellulare (disturbi respiratori, affezioni cutanee, alterazioni delle difese immunitarie ecc).

La cura dell’insonnia si basa in primo approccio sull’attuazione della CBT (Terapia Cognitivo-Comportamentale per l’Insonnia) con l’intervento dello specialista; la scelta di eventuali farmaci spetta sempre allo specialista che indicherà anche la durata massima del trattamento farmacologico; l’associazione di integratori alimentari e nutrizionali a base di erbe medicinali e melatonina può essere utile, in dosi e tempi di cura concordati con lo specialista.

LE BUONE ABITUDINI PER DORMIRE BENE DI NOTTE

 

Perché è importante dormire bene?

Dormire bene e svegliarsi riposati e ristorati è essenziale per la salute psico-fisica dell’essere umano.

Durante il sonno, il nostro corpo si rigenera; si elaborano e si utilizzano sostanze a carico del sistema nervoso centrale e periferico (enzimatici, umorali, ormonali ecc); hanno luogo certi processi fisiologici di ristoro dei vari apparati e sistemi (apparato locomotorio, sistema linfatico, sistema nervoso centrale).

Cosa fare per dormire bene? I consigli pratici per migliorare la qualità del sonno

Il primo passo sarà sicuramente individuare in modo più preciso possibile i problemi psico-socio-fisiologici che stanno alla base dei disturbi del sonno.

Una volta individuati, insieme alle eventuali misure da attuare (farmacologiche e/o di supporto psicologico, da stabilire con il medico) sarà di reale aiuto agire in parallelo sullo stile ed abitudini di vita, in modo da eliminare o ridurre al minimo le influenze negative che si possono avere sulla qualità del sonno.

Alimentazione

Di seguito alcune buone abitudini sa seguire per un sonno sereno:

  • cenare almeno 2 ore prima di andare a dormire (perché il meccanismo della digestione significa elaborazione di succhi gastrici, pancreatici, biliari, intestinali che devono agire sugli alimenti ingeriti; svuotamento dello stomaco; formazione di bollo fecale; tutti questi passaggi avvengono con dispendio di energia e richiedono posizione eretta);

  • fare pasti leggeri ed equilibrati: i carboidrati, gli zuccheri, le proteine possono essere presenti ma in quantità bilanciate e in associazioni ben proporzionate;

  • eliminare o ridurre al minimo l’apporto serale di sostanze stimolanti a livello centrale (alcol, caffè, tè, cioccolata, bevande energizzanti);

  • attuare un protocollo idoneo per il controllo del peso: è noto che le persone magre dormono meglio rispetto agli iper-ponderali; dimagrire in maniera controllata seguendo una dieta personalizzata, migliorerà sicuramente anche la qualità del sonno.

Attività fisica

Fare attività fisica regolare è importantissimo per il nostro benessere psico-fisico generale; è noto però che lo sforzo fisico intenso svolto il pomeriggio tardi o la sera ha impatto negativo sulla qualità e durata del sonno.

Per la nostra struttura metabolica è più salutare seguire l’esercizio fisico la mattina o comunque durante le ore della luce naturale (orario diurno).

Orario e luce

Per dormire bene, è meglio che si seguano gli orari del ritmo circadiano giorno/notte: in teoria, si dovrebbe andare a letto non appena si fa buio e ci si dovrebbe alzare dal letto quando la luce solare è a pieno.

In pratica, questo ritmo è difficilmente attuabile in quanto l’orario della luce solare segue la successione delle stagioni e i caprici climatici (d’estate si fa buio più tardi rispetto all’inverno; quando piove c’è meno luce solare rispetto ad una giornata pienamente soleggiata ecc).

  • Cercare di essere regolari nei ritmi diurni, quindi per chi non ha necessità lavorative serali o notturne, aiuterà molto fissare un orario serale per andare a letto e cercare sempre di rispettarlo.
  • Ridurre al minimo, prima di andare a dormire, l’utilizzo dei dispositivi elettronici che emettono luce (dalla TV ai telefoni cellulari, tablet ecc): da evitare l’esposizione eccessiva alla luce blu, nonché alla iper-stimolazione visiva, acustica e psicologica che essi comportano.
  • Durante la notte, meglio lasciare in disparte i dispositivi che emettono luce intermittente o fissa (cellulari, sveglie elettroniche ecc).
  • Ridurre al minimo l’effetto della luce artificiale notturna che può penetrare nella stanza attraverso le finestre, ad esempio facendo apposito uso di tende. Possiamo invece conciliare il sonno con attività rilassanti come leggere, ascoltare musica, fare un bagno caldo o un massaggio rilassante.

D’altro canto, neanche il buio totale ci fa dormire bene: per avere un risveglio a livelli ottimali, è necessario che nella stanza vi possa entrare –anche di poco- la luce naturale del giorno; in questa maniera rispettiamo appieno il ritmo circadiano giorno-notte.

Postura e posizione

Le posizioni che assumiamo durante il sonno sono sostanzialmente 3: supina (a pancia in su), prona (a pancia in giù), laterale (sui fianchi, verso sinistra o destra).

Dormire sempre nella stessa posizione può indurre indolenzimento o contrattura dei muscoli, con l’insorgere di dolori ed infiammazioni a carico del muscolo e/ articolazione più coinvolta; inoltre, la posizione supina induce secchezza delle vie respiratorie alte e favorisce il russamento o l’insorgere di episodi di dispnea; quella prona invece contrae il muscolo diaframmatico e pesa sull’attività polmonare.

Il nostro corpo mette in atto certi meccanismi per ovviare al problema della postura nel sonno: cambiamo posizione mentre dormiamo, senza avere traccia mnemonica cosciente dell’azione fisica di per sé, a meno che non vi siano presenti ulteriori fattori disturbanti (materasso incongruo; rumore/luce forti; dolori pre-esistenti).

Indubbiamente, per dormire bene e svegliarsi riposati, avere materassi e cuscini idonei è essenziale: nella loro scelta terremo conto del nostro peso corporeo, dell’eventuale presenza di allergie (alla polvere, agli acari) o di disturbi del sistema osteo-articolare e muscolare (ad esempio, un mal di schiena cronico rende necessario l’uso di un materasso di una certa rigidità).

Farmaci

Per chi deve assumere farmaci in orario serale, la scelta del momento della somministrazione va fatta in base al tipo di farmaco e associazione in co-somministrazione: l’assunzione dei farmaci giusto un momento prima di andare a dormire è riservata solo a certe classi di farmaci (per questioni legate all’assorbimento gastro-intestinale e distribuzione tissutale della molecola, quindi all’effetto terapeutico della stessa).

La stessa regola si applica per gli integratori alimentari e nutrizionali, tenendo conto delle eventuali interazioni con i farmaci e tra gli integratori stessi: chiedere al medico e al farmacista di fiducia le indicazioni giuste per ogni scelta terapeutica e di sostegno.

I RIMEDI NATURALI E GLI INTEGRATORI ALIMENTARI PER UN BUON RIPOSO NOTTURNO

 

La melatonina è uno dei più conosciuti rimedi contro l’insonnia, sia occasionale che cronica, e più in generale contro i disturbi del sonno caratterizzati da difficoltà ad addormentarsi, incluso il jet-lag.

Gli integratori alimentari a base di melatonina

La melatonina trova indicazioni come integratore alimentare/nutrizionale, in dosaggio da 1mg, nella cura dell’insonnia passeggera o cronica, nella sindrome di jet-lag, nella sindrome del turnista nonché in tutti i casi dove la difficoltà ad addormentarsi è presente come sintomo principale.

Una volta ingerita, la melatonina viene assorbita completamente dal tratto gastro-intestinale, meglio a stomaco vuoto che pieno, con un pico plasmatico (la maggior concentrazione nel plasma) soggetto a grande variazione individuale. Circola nel sangue legata alle proteine plasmatiche all’incirca al 60%; subisce il primo passaggio epatico con trasformazione principalmente in 6-idrossimelatonina. L’escrezione avviene per via renale, sia della melatonina che dei suoi metaboliti; l’escrezione risulta totale dopo 12 ore dall’assunzione.

Gli studi dimostrano come il miglioramento della sintomatologia avviene con l’assunzione costante a lungo termine di melatonina, e come essa esplica la sua azione sul sonno soprattutto se le condizioni ambientali vi sono favorevoli.

Oltre alla melatonina – e spesso in formulazioni associative – risultano utili gli estratti botanici  di erbe e piante, alcune conosciute ed utilizzate dalla medicina tradizionale già dai tempi antichi:

  • Piante ed estratti con azione sedativa, rilassante, calmante e soporifera: valeriana, melissa, escholzia, passiflora, semi di papavero, tè, luppolo, lavanda, camomilla, tiglio
  • Piante ed estratti con azione adattogena calmante, anti-stress ed anti-ansia: withania, rodiola, schisandra, funghi cinesi (Reishi-Ganoderma)

Il Magnesio è spesso consigliato per combattere i segni clinici e sintomi della stanchezza fisica cronica, per rilassare mente e muscoli e contrastare dolori e crampi muscolari notturni; nelle formulazioni degli integratori alimentari è presente sotto forma di vari Sali (organici ed inorganici) e sovente associato alle Vitamine del Gruppo B (ed in particolare Vitamina B6, la piridossina) ed a vari estratti vegetali.

Farmacia Pelizzo, rinomata farmacia di turno a Udine in quanto aperta tutti i giorni con orario continuato, pone a disposizione degli utenti il reparto Nutrizione&Integrazione con un vasto assortimento di integratori alimentari e nutrizionali a base di vitamine e minerali, antiossidanti e cellulo-protettivi, immunostimolanti, probiotici e fermenti lattici, adattogeni anti-stress ed anti-insonnia, tonici rinvigorenti e tanto altro: per tutte le informazioni e per essere guidati nelle scelte, non esitate a contattarci.

Drssa Afrodita Alexe

Fonti essenziali

https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-neurologiche/disturbi-del-sonno-e-della-veglia/disturbi-del-ritmo-circadiano-del-sonno

researchgate.net

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36673991/

https://sonnomed.it/

https://www.researchgate.net/publication/236032466_Insonnia

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/insonnia